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Da Ciano a Toano ritorna a nuova vita il Sentiero Matilde

di Luca Tondelli
Da Ciano a Toano ritorna a nuova vita il Sentiero Matilde

Grazie agli interventi del Consorzio di Bonifica e del Gal, rpristinata l’antica via che arrivava fino in Toscana

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TOANO. Parte da Ciano, ma poi si sviluppa per la maggior parte verso l’Appennino, toccando borghi abbastanza isolati (San Vitale, Stiano, Bergogno) e attraversando anche centri importanti (una parte passa attraverso la pineta di Casina), rappresentando uno degli itinerari turistici più affascinanti con i quali è possibile conoscere il territorio montano.

È il Sentiero Matilde, che ora grazie al Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale può contare su una fruibilità migliorata. Il Sentiero Matilde fa anche parte dei percorsi turistico culturali valorizzati dal progetto di cooperazione “Cammini d’Europa”, rete culturale di storia, cultura e turismo. Il Consorzio di Bonifica, in convenzione con il Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano, ha progettato e realizzato interventi di messa in sicurezza e sistemazione utilizzando risorse dell’Asse 4 del Piano Regionale di Sviluppo Rurale.

Spiega Marino Zani, presidente della Bonifica: «È un sentiero che attraversa la provincia reggiana da Nord a Sud nei territori che furono della Contessa Matilde, percorso che coniuga le ricchezze ambientali e le testimonianze storiche».

«Stiamo parlando di un vero “Cammino d’Europa” _ aggiunge Luciano Correggi, presidente del Gal _ perché il Sentiero Matilde segue in territorio reggiano l’antico percorso alto medievale, che dallo sbocco dell’Enza, portava nel cuore del dominio dei Canossa, ai castelli di Rossena, Canossa, Sarzano, Carpineti, fino a Toano e si dirigeva verso il crinale al Passo di San Pellegrino in Alpe, attraverso la turrita “via delle Scalelle”, per poi scendere verso i possedimenti toscani, verso la via del Volto Santo, verso Lucca e poi a Roma».

«L’itinerario – prosegue – permette di scoprire sia l’antico sistema di comunicazione, che quello difensivo, basato su castelli e case torri (Cavandola, Monchio, Sorchio e Riana sono tutte inserite nel percorso), ma anche le suggestioni di un territorio limitrofo e collegato dalla sentieristica Cai ancora integro, come le antiche sorgenti solforose di Quara, il ponte a schiena d’asino di Cadignano e i gessi del Secchia».

«Gli interventi _ conclude Angela Tincani, direttore dei lavori per il Consorzio di Bonifica _ hanno riguardato l’aggiornamento e l’incremento della segnaletica turistica attraverso la sostituzione delle tabelle informative lungo il percorso. Si è proceduto quindi alla tabellazione di nuovi percorsi che si integrano al “Sentiero Matilde”, come, ad esempio la variante di Marola.

È stata inoltre assicurata la messa in sicurezza e il miglioramento del percorso attraverso la sistemazione di manufatti esistenti. Sono state quindi riaperte le parti di sentiero abbandonate grazie alle opere di miglioramento della percorribilità dello stesso. Sono stati adottati accorgimenti tecnici che vanno dall’allargamento del sentiero in punti particolarmente pericolosi, come nei pressi della Torre dell’Amorotto a Civago, alla realizzazione di scalinate in legno in tratti molto ripidi e scivolosi come a Cavola e Castel Pizigolo, sino alla dotazione di dispositivi antiscivolamento nelle passerelle lungo il Torrente Tresinaro». Non resta dunque che infilarsi scarpe e vestiti comodi, e incamminarsi.

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