Droga, l’operaio si difende ora non è più in carcere
Quattro Castella: il gip convalida l’arresto del 43enne poi lo mette ai domiciliari In aula l’indagato racconta la “sua” verità, per i carabinieri spaccia cocaina
QUATTRO CASTELLA. Non è più in carcere il 43enne Gino Ferrari, finito nei guai giovedì pomeriggio dopo un normale controllo dei carabinieri e successiva perquisizione della sua abitazione in cui sono spuntati circa 150 grammi di cocaina.
Ora Ferrari è agli arresti domiciliari su decisione del gip Antonella Pini Bentivoglio. Provvedimento che il giudice ha preso ieri al termine dell’udienza di convalida dell’arresto che si è tenuta in carcere a Reggio Emilia. Assistito dall’avvocato Liborio Cataliotti, il 43enne si è difeso, rispondendo a tutte le domande del giudice. Chiusa l’udienza di convalida, ora gli atti ritornano al pm Isabella Chiesi e verranno perfezionati gli accertamenti, per poi chiudere l’inchiesta.
Secondo i carabinieri l’operaio – nato a Reggio Emilia ma residente a Quattro Castella – è il classico “insospettabile”: incensurato, con un lavoro regolare, però con un lato della sua vita nascosto, cioè una florida attività di spaccio. E i carabinieri di Castelnovo Monti – che stanno portando avanti un'azione mirata al controllo sulla diffusione di sostanze stupefacenti, in particolare nel mondo giovanile – si sono spinti oltre i confini del comprensorio montano, arrivando fino al comune pedecollinare per inseguire una pista ben precisa. Sospetti su Ferrari che sono diventati realtà durante la perquisizione domiciliare: è stato lo stesso operaio a consegnare un vasetto in vetro contenente un bilancino di precisione e una dozzina di dosi di “polvere bianca” già confezionate nonché dai pesi più diversi. Complessivamente un etto e mezzo di cocaina, ma sono stati sequestrati anche duecento euro in contanti, considerati provento dello spaccio.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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