LA MORTE DI CHIESSI
Ha fatto della politica una esperienza di passione e di fede
Pierluigi Castagnetti
Ecco il ricordo dell'ex parlamentare del Pd Pierluigi Castagnetti: "era un uomo giusto e altruista"
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La morte di Alfonso Chiessi mi ha colpito per diverse ragioni. Innanzitutto perchè per me era più di un amico fraterno, era un termine di paragone, un consigliere, un valutatore politico amabile e severo. Era uomo buono e giusto, altruista nel senso che l' "altro" era il centro della sua vita. Innanzitutto si sentiva catturato dalla sofferenza degli altri, che cercava di conoscere in profondità per meglio condividere. Sapeva della gravità della sua malattia ma viveva i suoi giorni senza contarli, preoccupato solo di riempirli degli "altri" e del suo Signore. Con Rita aveva raggiunto una simbiosi di vita singolarissima, che considerava il dono più prezioso ricevuto, assieme all'amore per e dei suoi figli. Si potrebbe dire molto dell'instancabile generosità, della forza, dell'intelligenza, dell'anticonformismo e di una certa radicalità della sua militanza politica di base (come si è soliti dire oggi), ma si rischierebbe di non aggiungere granchè alla magisterialità morale di tutta un'esistenza. Quando negli ultimi tempi gli si chiedeva, con inevitabile poca fantasia, come stesse, ci si sentiva rispondere "abbastanza bene" in relazione alla sofferenza di altri. La sua serenità sorprendeva, conquistava e metteva in crisi l'interlocutore. Uno a uno, nel modesto spaccato di una provincia, se ne stanno andando tanti di coloro che hanno contribuito a fare della politica e della vita sociale un'esperienza di passione e di fede (religiosa o laica). Ai giovani non resta che andare a cercare la loro testimonianza col lanternino (come diceva Pirandello) della curiosità e della intelligenza che i tempi nuovi consentono.
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