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I lavori dell’Ariosto al massimo ribasso. Il Comune: «È giusto così»

di Evaristo Sparvieri
I lavori dell’Ariosto al massimo ribasso. Il Comune: «È giusto così»

Gara assegnata con il criterio al centro di polemiche per il rischio infiltrazioni, ma dall’amministrazione non ci stanno: «I controlli antimafia sono ok»

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REGGIO EMILIA. Un appalto al massimo ribasso. È questa la formula scelta dal Comune per la procedura negoziata di aggiudicazione dei lavori per il restauro del teatro Ariosto. Un criterio spesso finito nel mirino della polemiche per il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata, come più volte denunciato ad esempio dalla Cgil, che ha lanciato campagne pubbliche chiedendo alle amministrazioni di mettere fine a questa modalità di assegnazione degli appalti.

Lo stesso Comune, in passato, aveva affermato l’intenzione di alzare il livello di guardia, ricorrendo al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Una soluzione che però non è stata decisa per i lavori all’Ariosto. È lo stesso Comune tuttavia a difendere questa scelta, considerando la battaglia per l’offerta economicamente più vantaggiosa frutto di una «visione mediatica e ideologica».

«La gara per l’Ariosto è una gara ad inviti – fanno sapere dal Comune – quindi sono state individuate aziende di fiducia, del nostro territorio, conosciute e iscritte alla White List, che operano da anni con l’amministrazione». Una scelta resa possibile anche dall’importo dei lavori, inferiore al milione di euro.

«In questo modo potremo accelerare i lavori», aggiungono dal Comune, alle prese con finanziamenti regionali che, se gli interventi non dovessero partire, potrebbero venir meno. Ma, di là dal singolo episodio dell’Ariosto, sempre in Comune ben più di una persona considera il risalto dato agli appalti con l’offerta economicamente più vantaggiosa come un argomento più demagico che di reale contrasto alle infiltrazioni.

«Un conto sono le verifiche antimafia che vanno fatte. Anzi, vanno il più possibile ampliate attraverso le White list. Un conto è la tipologia della gara. E non sempre l’offerta economicamente più vantaggiosa è sinonimo di legalità», afferma l’assessore all’Urbanistica, Alex Pratissoli. Il motivo? «L’offerta economicamente più vantaggiosa è utile per una serie di motivi, come il fatto che chi partecipa deve responsabilizzarsi. Ma la ’ndrangheta può dotarsi anche degli strumenti che permettono di vincere gli appalti con questa offerta. Quindi non dà nessuna garanzia, anzi. Nel sud Italia non vengono più fatte queste offerte, anche perché c’è un’ampia discrezionalità delle commissioni».

Per Pratissoli, «sono fondamentali gli strumenti antimafia, con verifiche che devono essere svolte a priopri, in maniera rigidissima. In passato in Italia si è abusato del massimo ribasso senza strumenti antimafia. Ma con una verifica preventiva da parte degli strumenti antimafia, penso che le amministrazioni possano scegliere quale sia l’offerta migliore sulla base del tipo di gara da fare».

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