Il sindaco di Lamezia Terme minacciato di morte da Grande Aracri
L’intercettazione del 2012 è stata resa pubblica solo ora. Nicolino disse al telefono: «Quelli là andrebbero ammazzati»
REGGIO EMILIA-LAMEZIA TERME. Nicolino Grande Aracri, boss dell'omonima cosca della 'ndrangheta , avrebbe minacciato di morte un sindaco con la «schiena dritta». E’ quanto è emerso nelle scorse ore. Il fatto è legato a un colloquio intercettato nel 2012 dalle forze dell'ordine, nel corso del quale il boss della 'ndrangheta di Cutro, Nicolino Grande Aracri detto «Manuzza», rivolgeva inquietanti e pesanti parole con minacce di morte nei confronti del sindaco di Lamezia, Giannetto Speranza.
Questo il passaggio dell’intercettazione, riportata da diversi quotidiani calabresi: "Va appresso al sindaco Speranza... a quello ci vorrebbe tirata una botta qua... quelli là vorrebbero messi con... (termine incomprensibile, ndr) ed ammazzati tutti e due".
La notizia è stata resa nota da Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sel, che l’avrebbe appresa dall'assemblea nazionale degli amministratori locali in corso a Caserta.
"Ovviamente - scrive il coordinatore di Sel in una nota - spetta alla magistratura stabilire e capire il fondamento e la natura di queste parole minacciose. Speranza rappresenta in Calabria la buona politica e la trincea più esposta nella affermazione della legalità e dell'onestà nell'amministrare la cosa pubblica".
Proprio nei giorni scorsi, il Consiglio dei ministri aveva stabilito, su proposta del ministro degli Interni Angelino Alfano, la data delle prossime elezioni regionali e comunali, fissando l'election day a domenica 31 maggio. In Calabria, sono 55 i comuni al voto e tra questi figurano un capoluogo di provincia (Vibo Valentia) e alcuni centri importanti, quali - appunto - Lamezia Terme, Castrovillari, Gioia Tauro, Siderno, San Giovanni in Fiore e Rosarno.
Nella distribuzione per province sono chiamati alle urne: 13 comuni nella provincia di Catanzaro, 11 in quella di Cosenza, 20 in quella di Reggio Calabria, 9 in quella di Vibo e 2 in quella di Crotone. Tra i Comuni che andranno al voto in primavera non figura Cutro, dove però nei giorni scorsi l’amministrazione municipale era stata commissariata Cutro, con corollario di polemica sull'operazione Aemilia, che ha portato nel gennaio scorso all'arresto di 117 persone.
A seguito delle dimissioni di nove consiglieri del Comune di Cutro, infatti, il prefetto di Crotone, Vincenzo De Vivo, ha nominato un commissario prefettizio per la provvisoria gestione dell'ente. A guidare all'amministrazione sarà il vice prefetto vicario della Prefettura di Crotone, Maria Carolina Ippolito, che dovrà occuparsi della gestione straordinaria. Le dimissioni avevano scatenato la polemica del sindaco Salvatore Migale, a Reggio Emilia in occasione dell'inaugurazione di viale Città di Cutro, quando incontrò l'allora sindaco Graziano Delrio. Visita ricambiata con pesantissime polemiche ancora non sopite.
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