Medaglia a un repubblichino, bufera su Delrio
L’onorificenza assegnata alla memoria di Paride Mori, Sel chiede le scuse del governo
REGGIO EMILIA. Chi era Paride Mori? È bufera sul sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, che ha insignito la figura di Paride Mori della medaglia del ricordo, onorificenza conferita in occasione del Giorno del ricordo “in riconoscimento del sacrificio offerto per la Patria”. Paride Mori, secondo quanto ricostruito da Repubblica Bologna, era un ufficiale parmense del Battaglione bersaglieri volontari “Benito Mussolini”, reparto dapprima aggregato alle “Waffen SS” e successivamente nell’esercito della Repubblica di Salò.
Un repubblichino, insomma. E i nomi e le vicende storiche che lo hanno portato ad ottenere la medaglia – postuma – stridono con l’ex sindaco di Reggio Emilia, città medaglia d’oro per la Resistenza e terra dei fratelli Cervi. L’onorificenza attribuita a Mori, inoltre, consegnata ai familiari con una cerimonia alla Camera, è stata istituita per ricordare le vittime delle foibe. Mori, invece, fu ucciso in uno scontro coi partigiani il 18 febbraio ’44, senza nessun legame con le foibe.
L’episodio ha scatenato le reazioni indignate dell’associazione dei partigiani e dei partiti di sinistra. A cominciare dall’Anpi bolognese: «Le Istituzioni della Repubblica hanno molto da spiegare, e l’ennesima brutta figura per cui chiedere scusa a Partigiani ed Antifascisti».
Polemiche anche da Sel, con il parlamentare di Sel, Giovanni Paglia, che ha annunciato l’intenzione di chiedere che «l governo si scusi, che quella medaglia venga ritirata e che i membri di quella commissione vengano destituiti da ogni incarico».
La consigliera comunale Sel, Lucia Lusenti, ha invece annunciato l’intenzione di portare la questione in consiglio: «In quella Sala Tricolore che ha visto nascere la bandiera d’Italia e che oggi non vuole riconoscere alcun merito a chi sventolava la bandiera della Repubblica di Salò».
A Reggio, anche il segretario provinciale del Partito Comunista d’Italia, Alessandro Fontanesi, grida alla «vergogna»: «La rottamazione con cui Renzi e la sua conbriccola stanno affondando il Paese, dopo la Costituzione e i diritti dei lavoratori, ora tocca anche la storia e la memoria, per il quieto vivere del governo dell’inciucio eletto da nessuno».
Sono gli stessi concetti espressi da Piergiovanni Alleva capogruppo regionale l’Altra Emilia-Romagna. In serata arriva anche un tweet di Delrio, nel quale il sotto segretario prova a spegnere le polemiche: «Se la commissione che ha vagliato centinaia di domande ha valutato erroneamente, il riconoscimento dovrà essere revocato. #giornataricordo».
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