Gazzetta di Reggio

Reggio

itinerari

UnPOxExPO2015, la vetrina di prodotti alimentari e piatti del Po

UnPOxExPO2015, la vetrina di prodotti alimentari e piatti del Po

Aziende produttrici aperte durante l'Expo, anche nella Bassa Reggiana. Ecco gli itinerari

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna sono le destinazioni principali dei 20 milioni di visitatori attesi in 6 mesi ad Expo. Brillano per attrazione Venezia, Torino, Mantova, Ferrara e Cremona fra le città principali rivierasche.

I borghi bleu più ricercati: Saluzzo, Moncalieri, Castelnuovo don Bosco, Valenza, acqui, Tortona, Vigevano, Lodi, Broni, Busseto, Zibello, Guastalla,  Sabbioneta, Ostiglia, Maranello, Abano, Chioggia, Dolo. Tante Denominazioni Comunali (DeCo) lungo il Po, come piacevano a Bacchelli, Soldati, Veronelli, per ogni prodotto alimentare... 96, in verità, lungo le anse del Po da Cuneo a Venezia.

Una concentrazione di eccellenze a tavola uniche al mondo. Capitale del buongusto e del buonvivere. Ad iniziare dal Piemonte: le Valli e Colline del PO custodiscono il “dolce”, fra i noccioleti di Saluzzo e le pasticcerie di Torino, i laboratori di creme, Gianduiotto e baci di dama, krumiri e amaretti, meringhe e assaggi di spumanti tradizionale di Caluso, Brachetto d’Acqui e Asti spumante dolce.

Un fiume Po ancora adolescente nella a Lomellina Squisita, ad incontrare le distese di riso italiano tipico, gli ortaggi delle terre piane, ma anche funghi e tartufi bianchi e neri sulle sponde alte della riva destra per tutto il Monferrato, fra vigne e Infernot Unesco. Ma ancora dolci e pasticceria rinomata, note le carni rosse piemontesi fra Casale e Alessandria, fino a toccare l’”oro in bocca” a Valenza Po. La Lomellina Squisita, in memoria di Cavour, è il distretto del riso, delle carni bianche di cortile con l’oca in testa, delle verdure fresche di stagione, con una ragnatela di canali, porte, conche, disegnate da Leonardo da Vinci fin dai Navigli di Milano.

Il percorso fluviale Lombardo solca la pianura fra prealpi bresciane e appennino pavese, vigne sui due fronti del Franciacorta e Pinot Nero Cruasè spumante, al centro latte, formaggi freschi e stagionati, Grana Padano, Provolone, pomodoro, pesce di fiume, ma anche Panettone e Colomba, torta Sbrisolona e il Boslano.

E’ il Cuore del Po e le Terre di Mezzo patria della conservazione del cibo, nati nelle sacrestie e refettori, credenze e mense di abbazie, monasteri e basiliche, qui ancora aperte al pubblico a indicare i “ristori” delle vie antiche. Dal gusto “salato”: salame, pancetta, coppa Piacentina, Culatello, cipolla e aglio, Torrone e Mostarda, Stracchino e Gorgonzola, il poliedrico Mascarpone e la delicata light Ricotta…difesi dai tanti castelli e palazzi nobiliari.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10652897:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/01/11/news/natura-musei-e-cibo-in-quattro-mosse-1.10652897]]

A seguire il distretto delle “Terre Ducali”, terre natali di Verdi e Pavarotti, dove il maiale da il meglio e il tutto di se con  Prosciutto e Mortadella, fra tortellini e anolini, gnocco e torta fritta, Lambrusco e aceto Balsamico Tradizionale, Parmigiano Reggiano e Zampone, i dolci Spongata e Zabaglione, patria del mix a tavola ”amaro e dolce”.  Terra di “Passioni Sportive” lungo la via Emilia fra i miti Ferrari e Maserati, Ducati e Lamborghini, musei dei motori e del cibo, all’insegna del Lambrusco.

Cambio del paesaggio fluviale e delle terre: fra sabbia e argilla, fra sponde destre emiliane ricche di tartufo alle rive lombardo venete improntate al gusto “acido salato”, riprendendo una tradizione padano-fluviale di lungo tragitto, le paste ripiene, qui i tortelli di zucca e di erbette; la polenta gialla e bianca, le tagliatelle e le lasagne, sposate al ragù di carni miste e pomodoro: un must mondiale della cucina-dieta italiana riconosciuta dall’Unesco ripetuta nel mondo con lo slang mai tradotti di “pasta spaghetti”.

Una Piramide del Gusto dove farine e pane, uova e verdura, ortaggi e frutta hanno una presenza fissa, segno del giusto equilibrio e binomio fra sapori forti e attenzione agli apporti salutistici e preventivi degli alimenti ricchi di vitamine e antiossidanti. Le terre sabbiose del “Delta Habitat” propongono un vino salato frizzante come la Fortana ideale con anguilla, rane, stricci, storione, branzini, luccio, cozze, vongole veraci prodotti negli allevamenti ittici controllati e liberi fra fiume e mare, con la storia antica del Caviale del Po, ma anche con le patate e Bondiola, la purea con la Salama da Sugo. Dal Delta naturale, patrimonio Unesco per immagine flora e fauna unica al mondo in patrimonio e ricchezza assoluta, salto del Po verso il porto antico di Venezia passando il Brenta, l’Adige fino al Sile, il più importante fiume europeo da sorgiva di pianura, navigabile.

Ed ecco la terra del Prosecco Spumante e del Tiramisù, degli asparagi e carote, degli orti antichi nei broli e nelle Valli, allevamenti di pesce pregiato, di formaggi freschi e piatti con rane e lumache, frutta di pere e albicocche, passioni “dolci e acidule” per il pane fragrante, la pasta fresca,  una “ombra” di vino. Sono circa 950 le ricette e piatti che la tradizione padana vuole nati lungo il fiume Po, ma alcuni alimenti sono diffusi e simili con piccole e importanti varianti. Terra di pasta e pomodoro, di torte salate e dolci con marmellate e ortaggi, formaggi stagionati, carni insaccate, miele come dolcificante naturale, il sale e le erbe dell’orto per conservare, di paste ripiene, di dolci secchi e biscotti, di verdure e di frutta, particolarmente ricche di antiossidanti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google