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il caso brescello

Il sindaco Coffrini attacca Fava: «Ecco la macchina del fango»

Il sindaco Coffrini attacca Fava: «Ecco la macchina del fango»

La replica del vice dell'Antimafia: "E' pure spudorato". Pieno appoggio alla richiesta di dimissioni dal Movimento 5 Stelle

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BRESCELLO. Il caso Brescello riesplode, a seguito della richiesta del vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia Claudio Fava di dimissioni del sindaco Marcello Coffrini. Richiesta "inoltrata" direttamente al presidente della repubblica Sergio Mattarella, affinché intervenga.

Dopo la presa di posizione di Fava, Coffrini ha risposto con questa nota:

"Apprendo con stupore e sdegno la persino incredibile dichiarazione che la Gazzetta di Reggio, nella versione online, ha attribuito all’onorevole Claudio Fava. Trattasi di un’ennesima dimostrazione delle veemenza con la quale è stata avviata e mantenuta per mesi nei miei confronti una persino violenta macchina del fango.

"Non ho mai lodato nessun condannato per mafia; né tantomeno sono mai stato amico di qualcuno in tali condizioni. Non ho mai in alcuna maniera “tessuto pubbliche lodi” a favore di alcuno, men che meno appartenente alla malavita organizzata. Non sono mai stato sottoposto ad alcuna indagine giudiziaria per ragioni di mafia; per il semplice motivo non sussisterne le ragioni.

"L’attacco sconsiderato, nella sua virulenza, nei miei confronti non può essere passato in silenzio, tanto più per essere basato su palesi falsità e deformazioni dei fatti. Ho preso posizione sulle mie dichiarazioni, ho fatto autocritica sul contenuto delle medesime e ho ricevuto, sul punto, la fiducia del mio consiglio comunale al quale avevo rimesso la decisione sul mio mandato.

"In ogni caso, insisto, non avevo lodato nessuno, né avevo evidenziato rapporti di amicizia inesistenti. Ho dato mandato ad un difensore di fiducia per valutare ed intraprendere ogni possibile azione in sede penale e/o civile, a tutela della mia persona, della mia dignità, anche della mia onorabilità e della mia famiglia. Non ho nulla da temere da un eventuale intervento del presidente della Repubblica che anzi auspico dal momento che non potrà non rendersi subito conto della inconsistenza, non disgiunta da aperta faziosità e, ribadisco, falsità, di quanto mi è ascritto».

Marcello Coffrini

La replica di Claudio Fava:

"Leggiamo che il sindaco di Brescello Coffrini si sente offeso dal nostro intervento presso il presidente della Repubblica per sollecitare una sua rapida ed opportuna rimozione. Noi continuiamo a sentirci offesi dalla spudoratezza con cui Coffrini nega e tace l'evidenza, sostenendo di non aver mai tessuto pubbliche lodi di alcun condannavo per mafia. Ma dimenticando ciò che diceva ai giornalisti di Corto Circuito su Francesco Grande Aracri: "È gentilissimo, molto tranquillo... Parlando con lui si ha la sensazione di tutto tranne che sia quello che dicono che sia". Ovvero un condannato per associazione mafiosa al quale sono stati sequestrati beni per tre milioni di euro"

Claudio Fava

Anche il Movimento 5 stelle appoggia la richiesta di dimissioni

«Abbiamo bisogno di un segnale forte», dichiarano il vicepresidente della Commissione antimafia Luigi Gaetti (M5S) e i colleghi parlamentari del Movimento 5 Stelle dell'Emilia Romagna Maria Edera Spadoni, Giulia Sarti ed Elisa Bulgarelli (anch'esse facenti parte della Commissione parlamentare antimafia), Michele Dell'Orco, Michela Montevecchi, Vittorio Ferraresi, Matteo Dall'Osso e Paolo Bernini.

«Questo segnale – proseguono – potrebbe giungere dal capo dello Stato. Per questo siamo assolutamente d’accordo con il collega Claudio Fava, vicepresidente della Commissione antimafia, quando chiede al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di intervenire destituendo il sindaco Coffrini. Da subito abbiamo richiesto a gran voce le dimissioni del sindaco. L’intervento del presidente della Repubblica in tal senso sarebbe una presa di posizione fortissima e un segnale importante verso quei sindaci che tutti i giorni si spendono e lottano in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata».

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