Ndrangheta, la Cna sospende due ditte dei Vertinelli
Azione contro la Mille Fiori e la Edilizia Costruzioni Generali di Montecchio, comprese nel maxi sequestro di beni nei confronti dell'imprenditore cutrese, considerato un collaboratore delle cosche
REGGIO EMILIA La Cna di Reggio Emilia annuncia l'avvio di un nuovo piano strategico per la legalità contro le infiltrazioni malavitose. Durate la presentazione, l'associazione degli artigiani comunica anche di aver sospeso due ditte associate comprese nel maxi sequestro di beni (valutato sui dieci milioni di euro) nei confronti dell'imprenditore edile 53enne Palmo Vertinelli, nato a Cutro ma da tempo residente a Montecchio.
L'ASSOCIATO COLPITO DA SEQUESTRO Si tratta della Mille Fiori srl (dentro la quale c'è l'omonimo ristorante) e la Edilizia Costruzioni Generale srl di Montecchio. Lo scorso gennaio Veltrinelli è stato colpito da un sequestro disposto dal tribunale di Reggio Emilia.
Nel decreto i tre giudici sintetizzano così la posizione dell'imprenditore: "Sulla base degli elementi disponibili - si legge - deve ritenersi che Palmo Vertinelli abbia nel corso degli anni assunto la veste di collaboratore delle cosche calabresi dalle quali ha ricavato finanziamento alle attività di impresa e, giovandosi del loro scudo protettivo, anche attraverso il metodo delle false fatturazioni, si è adoperato per reinvestire proventi illeciti".
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lo stesso Vertinelli si era reso irreperibile alle forze dell'ordine per poi costituirsi spontaneamente qualche settimana dopo. Il direttore provinciale Fabio Bezzi avverte che la sospensione «significa che Vertinelli non è più membro dell'associazione». Da quando, circa nel 2010, la prefettura di Reggio ha iniziato ad emanare le prime interdittive antimafia nei confronti di aziende sospette, la Cna ha sospeso tre imprese. Il primo caso, nel 2011, riguarda la ditta dell'imprenditore Raffaele Todaro, ex genero del boss della 'ndrangheta antonio dragone, che aveva anche impugnato al tar i provvedimenti del prefetto, risultando però soccombente.
IL PROGETTO LEGALITA' Sul fronte della lotta alla criminalità, la Cna creerà un «rating di legalità» locale per le imprese associate. E' questa una delle iniziative varate in questi giorni, apripista per l'associazione nazionale, nell'ambito del piano strategico di contrasto alle infiltrazioni mafiose nel tessuto produttivo. Lo strumento, presentato oggi da Nunzio Dallari e Fabio Bezzi, presidente e direttore dell'associazione di via Maiella, prende le mosse dal rating di legalità nazionale, varato nel 2012, ma entrato in vigore solo a fine 2014, che risulta però di difficile applicazione a livello provinciale.
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Tra i vari criteri fiscali e legali fissati - come l'assenza di condanne per gli amministratori, o la tipologia di organizzazione e di controlli interni- è infatti anche prevista l'applicazione del rating solo alle aziende con un fatturato di almeno due milioni. Calando il dato nella realtà reggiana quindi, solo un migliaio di imprese associate a Cna potrebbero dunque richiedere il rating e godere dei benefici che questo prevede (in termini di accesso al credito o di punteggio negli appalti), a fronte delle 10.000 circa aziende iscritte all'associazione degli artigiani di Reggio.
Da qui l'intervento di cna che in questi giorni sta contattando una serie di soggetti super partes per dare vita ad un comitato di garanti del rating. Nel novero dei soggetti papabili per farne parte rientrano, tra gli altri, la Camera di commercio, Libera e la fondazione Antonino Caponnetto e la Provincia, con il consigliere delegato alla legalità.
Inoltre Cna rilancia l'impegno a fianco delle imprese attivando un servizio di ascolto e assistenza per gli associati focalizzato principalmente sulle problematiche dei trasporti e dell'edilizia, creando un servizio «ponte» con lo sportello della legalità della Camera di commercio e fornendo consulenza per consentire alle imprese di dotarsi di modelli organizzativi conformi alla normativa di settore, introducendo la cultura dei controlli aziendali come strumento di prevenzione dei reati. infine verrà creato un marchio di qualità («siamo un'impresa vera», è il nome) per sensibilizzare i cittadini sui rischi che corrono e contrastare l'abusivismo.
«Il rating di legalità provinciale - sottolinea il direttore di Cna Fabio Bezzi - è un tema per noi di presente e futuro». Servirà infatti da un lato a selezionare le nuove imprese che intendono aderire e dall'altro a conferire un «valore aggiunto» a quelle già iscritte all'associazione. «Pur non avendo valore legale, ma solo interno- continua Bezzi - con questa iniziativa vogliamo rilanciare con forza il tema della legalità a partire da noi stessi».
Sulla stessa linea il presidente di Cna Reggio Nunzio Dallari, che aggiunge: «Siamo sempre stati in prima linea nella lotta alle infiltrazioni e siamo stati la prima associazione a lanciare l'allarme, a cominciare dal settore dei trasporti». Dallari, «in questo momento di grossa difficoltà per le aziende» lancia poi un appello invitando gli artigiani «a rivolgersi ai consorzi fidi presenti sul territorio, perchè è fin troppo facile scivolare quando si accettano soldi da persone non fidate». Inoltre, conclude il presidente, bisogna denunciare le irregolarità, «perché restare in silenzio vuol dire favorire veri e propri cancri, come ad esempio quello dell'abusivismo».
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