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«Ripara gratis la tettoia»: risponde no e lo picchiano

di Adriano Arati
«Ripara gratis la tettoia»: risponde no e lo picchiano

Due uomini denunciati dai carabinieri per l’aggressione ad un muratore: pretendevano la sistemazione della struttura danneggiata dalla nevicata

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ALBINEA. Pugni e minacce con un machete, per chiedere di risistemare la pensilina spaccata dalla neve. Un metodo decisamente sopra le righe, quello scelto da due albinetani – un 40enne e un 48enne – nei confronti di un muratore 36enne di San Polo. L’artigiano edile aveva partecipato, quasi dieci anni fa, alla costruzione di una pensilina ad Albinea, di proprietà dei due uomini.

La struttura è crollata ad inizio febbraio, a causa dell’abbondante nevicata e dei rami caduti. Tante tettoie usate per conservare attrezzi e legna sono state infatti fra le principali “vittime” del maltempo di un mese e mezzo fa: la neve bagnata e umida, molto pesante, ne ha distrutte parecchie, o direttamente o facendo cedere parte di alberi e pali.

Ad emergenza passata, i due albinetani si sono ritrovati a dover fronteggiare la situazione e riparare la struttura. Hanno così pensato di chiamare il muratore, ricordando che aveva lavorato alla pensilina e avendo ancora i suoi contatti.

L’artigiano è andato a casa dei due, come richiesto telefonicamente, ma lì gli è stato praticamente intimato di riparare gratuitamente la pensilina, visto che lui l’aveva “tirata su”. Il 36enne ha ribattuto ricordando che lui aveva partecipato ai lavori, ma che la costruzione era stata seguita da un’altra ditta, con cui all’epoca collaborava. E ad anni di distanza, senza accordi specifici, è molto difficile chiedere una riparazione gratuita. La risposta non è per nulla piaciuta alla coppia, che ha aggredito il muratore. Prima un pugno alla nuca sferrato dal 48enne lo ha fatto cadere a terra stordito e in un secondo momento il 40enne, dopo essersi allontanato, si è ripresentato con un lungo coltellaccio, una sorta di machete, minacciandolo di tagliargli la gola.

Dolorante e ancora confuso, il 36enne si è alzato ed è riuscito a salire sulla sua macchina e a scappare, prima che la situazione peggiorasse. Prima è andato al pronto soccorso dell’ospedale di Reggio Emilia, per farsi medicare il volto, e lì i sanitari, dopo averlo curato, lo hanno dimesso con una prognosi di dieci giorni. Poi ha deciso di sporgere denuncia, rivolgendosi ai carabinieri della stazione del suo paese, San Polo. I militari, dopo una serie di verifiche che hanno confermato la versione del 36enne artigiano edile, hanno denunciato alla procura reggiana i due aggressori, con le accuse di lesioni personali e tentata violenza privata in concorso.

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