Il vice sindaco Sassi: «Mai più appalti al massimo ribasso»
«Il caso del Teatro Ariosto non sconfessa il nostro mandato Presenterò una delibera per eliminare questo metodo»
REGGIO EMILIA. «Su queste cose non si scherza e non ci possono essere fraintendimenti: la giunta di cui faccio parte è contraria alle assegnazioni al massimo ribasso».
Il vice sindaco di Reggio Matteo Sassi interviene sulla vicenda dell’appalto che il Comune si appresta ad assegnare per i lavori di ristrutturazione di cui necessita il teatro Ariosto. Un appalto assegnato con una gara a invito secondo il criterio dell’offerta più vantaggiosa.
Vice sindaco la sua presa di posizione sembra un chiamarsi fuori rispetto alle determinazioni di altri suoi colleghi di giunta...
«Non è così: la posizione su questo tema è sempre stata comune. L’abbandono di questo genere di pratiche è un impegno che abbiamo assunto in campagna elettorale. Conosco la vicenda del Teatro Ariosto e so che gli assessorati competenti hanno agito correttamente, anche sulla scorta di una certa urgenza, legata alla possibilità di reperire i finanziamenti per un’opera che non è differibile. Nonostante questo, ho già detto in diverse sedi che non devono esservi più casi come questo».
I suoi colleghi sostengono che il criterio dell’invito consente al Comune di scegliere tra le società che già si conoscono e richiedere ad esse tutti i documenti necessari per scongiurare infiltrazioni...
«E’ vero. Ma è vero anche che sono tanti i modi in cui la malavita si insinua negli appalti. Penso al sistema dei subappalti, sul quale il committente pubblico deve aver maggiori poteri di controllo e intervento. Senza contare che il decreto sblocca Italia consente agli enti locali di fare gare a invito fino ai 5 milioni di importo».
Ma su questo in giunta sono tutti d’accordo, da Vecchi in giù...
«Proprio per questo presto presenterò in giunta una delibera che sto scrivendo ad hoc. Una delibera di indirizzo che riprenda l’impegno assunto in campagna elettorale che preveda l’esclusione del criterio del massimo ribasso in tutti gli appalti di lavori pubblici e riqualificazione urbana e in tutte le gare per l’assegnazione di servizi. L’unica eccezione a cui penso riguarderà le gare di fornitura: se si può risparmiare su una scrivania è bene farlo. Per tutto il resto, basta con il criterio dell’offerta più vantaggiosa e riduzione drastica del ricorso ai subappalti».
Basterà a fermare le infiltrazioni?
«Nemmeno le misure che adottiamo adesso sono garanzia assoluta. E poi non dobbiamo farlo soltanto per prevenire le infiltrazioni, ma anche per garantire la qualità dell’opera. Ecco, questo dovrà essere il criterio dominante: la qualità dell’opera e non sull’abbattimento dei costi».
Invero, in questa battaglia vi viene in aiuto il calo degli investimenti...
«E’ vero, ma l’impatto politico di un appalto da 20mila euro che magari finisce in mani sbagliate, per me ha lo stesso effetto di un appalto da 2 milioni. Occorre la consapevolezza che non possiamo permetterci di sbagliare».
massimosesena
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