«Internati, ora tocca al governo»
Sono 120 quelli di Reggio la cui collocazione resta incerta
REGGIO EMILIA. Il 31 marzo prossimo, l’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio chiuderà, come previsto dalla legge. In Emilia Romagna saranno circa 120 gli internati che rimarranno in sospeso, in attesa di capire quale sarà la loro destinazione. Questo perché solo i residenti in regione potranno essere trasferiti nelle due Rems, le nuove strutture che disporranno di 20 posti ciascuna, a Bologna e Parma. E a Reggio, su un totale di 136 internati, sono solo 14 i residenti in Emilia Romagna, che andranno a Bologna. Gli altri dove finiranno?
«È un grosso problema da risolvere, di cui devono farsi carico il Governo d'intesa con le altre regioni» ha detto il presidente del tribunale di Sorveglianza di Bologna, Francesco Maisto, spiegando che il distretto emiliano-romagnolo è avanti rispetto al resto d'Italia. «Qui siamo pronti - ha detto - abbiamo dimostrato che con la volontà e la civiltà politica era possibile farlo. Le istituzioni hanno lavorato: la Regione e le Asl hanno fatto la loro parte. Da mesi procede la formazione per gli operatori che lavoreranno nelle Rems: psichiatri, infermieri, mediatori socio-culturali. È stato coinvolto il volontariato. Inoltre già da due mesi chi lavorerà nelle Rems è entrato in contatto con gli internati, che troveranno così figure a loro note».
Secondo Maisto sul tema della chiusura degli Opg è stato fatto «un allarmismo infondato». Anche perché le Rems, come indicato dai decreti ministeriali «non sono comunità aperte come alcuni pensano: ci sono criteri di accesso per i parenti e gli avvocati, perquisizioni all'ingresso, sistemi anti-intrusione e anti-evasione». Il presidente ne ha parlato, presentando il convegno “Oltre gli Opg”, organizzato per il 20 marzo a Bologna da Area Emilia-Romagna.
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