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IL BILANCIO IN REGIONE

Province, stanziati 28 milioni di euro per coprire gli esuberi

Province, stanziati 28 milioni di euro per coprire gli esuberi

REGGIO EMILIA. Subito i soldi, per garantire il posto di lavoro ai dipendenti delle Province in esubero. A ruota seguirà la legge regionale di riordino istituzionale, con le funzioni ai nuovi enti di...

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REGGIO EMILIA. Subito i soldi, per garantire il posto di lavoro ai dipendenti delle Province in esubero. A ruota seguirà la legge regionale di riordino istituzionale, con le funzioni ai nuovi enti di secondo grado e con una prima sperimentazione sulle aree vaste. Lo annunciano il governatore dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e l'assessore regionale al Bilancio, Emma Petitti, che ieri pomeriggio in viale Aldo Moro hanno presentato il bilancio di previsione 2015 della Regione, il primo della nuova giunta.

Oltre agli ordinari 31 milioni di euro, confermanti dalla Regione per coprire le funzioni delegate alle Province, la giunta Bonaccini ha stanziato altri 28 milioni per garantire, in questa fase transitoria, il 50% di dipendenti provinciali considerati in esubero secondo la legge Delrio. Un «fondo speciale», lo definisce Petitti, che permetterà una «continuità di lavoro funzionale» al personale. «Abbiamo già fatto le verifiche con le Province - sottolinea l'assessore - gli esuberi saranno coperti». I soldi derivano anche da un risparmio sui costi interni di viale Aldo Moro. «Il forte taglio sulla struttura regionale ci ha permesso, senza chiedere un euro al governo, di trovare le risorse che ci permetteranno di non lasciare a casa nessun dipendente delle attuali Province - conferma Bonaccini- questo era un impegno che avevamo preso con i sindacati e con i presidenti delle province». Messi in cassaforte i fondi, entro la fine del mese dovrebbe arrivare anche la legge regionale di riordino istituzionale. «Mercoledì avremo un nuovo confronto col governo - anticipa Petitti- ma nel giro di due settimane contiamo di poter presentare il progetto di legge», che assegnerà le nuove funzioni a Città metropolitana e Province («ne stiamo ancora discutendo») e che conterrà una prima «sperimentazione delle aree vaste - annuncia l'assessore - condivisa col governo».

Tasse ferme, risparmi (anche più di quelli imposti da Roma) e rilancio degli investimenti. Questi i punti fermi del bilancio di previsione presentato ieri. Una manovra da circa 12 miliardi di euro, di cui otto solo per la sanità, che non vengono ridotti. Allo stesso modo, viene confermato il fondo per la non autosufficienza: ai circa 30 milioni di quota nazionale, si aggiungono i 120 milioni di fondi regionali e altri 310 presi dal fondo sanitario, per un totale di 460 milioni di euro. «Sono molto soddisfatto - commenta Bonaccini - a meno di due mesi dall'avvio della legislatura siamo già in grado di presentare ciò che entro il 30 aprile dovrà essere approvato. Nessuna tassa in più, si riparte con un po’ di investimenti e di sviluppo e soprattutto un ente che comincia a essere anche più snello».

La giunta Bonaccini ha risparmiato infatti circa 82 milioni di euro, grazie al taglio da 15 milioni sui costi della politica, al mancato turnover del personale (5 milioni), ai mutui in scadenza e ad alcuni tagli sulla parte burocratica della sanità (come i premi ai dirigenti delle aziende).

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