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il caso brescello

Rosi Bindi: «Coffrini, sindaco inadeguato»

Rosi Bindi: «Coffrini, sindaco inadeguato»

La presidente dell’Antimafia interviene da Bologna. Don Ciotti: «Sconcertante quanto denunciato da Cortocircuito»
De Lucia: "Il Pd reggiano ne chieda la rimozione"

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BRESCELLO. Ormai è diventata una sfida impari. Da un lato, il sindaco di Brescello Marcello Coffrini che, confermato dal suo consiglio comunale ma isolatissimo dal giorno dell’uscita della videoinchiesta di Cortocircuito, continua a difendersi come può. Dall’altro, i «pezzi grossi» dell’Antimafia che stanno esercitando forti pressioni perché il primo cittadino si dimetta.

Dopo la richiesta del vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia Claudio Fava (“presidente Mattarella, destituisca quel sindaco”), ieri sono arrivate altre due bordate d’altissimo livello, in occasione di un convegno su legalità e lavoro organizzato a Crevalcore (Bologna) dai sindacati con l’associazione Libera in vista della giornata di sabato a Bologna, dedicata alle vitime di mafia. Le due bordate sono firmate rispettivamente da Rosi Bindi, presidentessa della Commissione antimafia e da don Luigi Ciotti, il fondatore di Libera.

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La videoinchiesta di Cortocircuito è stata proiettata in occasione del convegno con una presentazione da parte di Elia Minari, che ha anche partecipato alla successiva tavola rotonda raccontando i cortometraggi della web-tv reggiana. Intanto, da Roma Claudio Fava ha annunciato che giovedì mattina sarà a Reggio Emilia per una conferenza stampa nella sede di Libera proprio sul caso Coffrini.

Bindi ha parlato anche delle mafie in Emilia: «La reazione - ha detto - c'è stata, molto forte e dignitosa, dopo il pugno allo stomaco. quello che mi preoccupa è il tentativo di rimozione che continua a serpeggiare, qui e altrove».

Bindi nel corso del dibattito ha anche sollevato qualche dubbio sulla preparazione della classe politica locale: «Non c'è solo un parlamento scarso... oggi non possiamo permetterci di improvvisare la classe dirigente. Il problema va posto.

«Venite in massa a Bologna, per dimostrare che questa regione, così come si è liberata del nazifascismo, saprà combattere anche la criminalità organizzata»: l'appello, in vista della giornata di Libera di sabato, è dell'assessore regionale alla legalità Massimo Mezzetti, che dalla tavola rotonda di crevalcore ha ribadito le sue critiche alla relazione della Dna sull'Emilia Romagna: «In questa terra c'è la mafia, ma non è una terra di mafia, questa è la nostra terra. altrimenti toglieremmo anche la speranza».

Una bella occasione che aiuterà la città a riflettere a partire dalle vittime di mafia e dei loro familiari», ha detto Bindi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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