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la cricca degli appalti

Tangenti, faro sul manager di Coopsette

di Enrico Lorenzo Tidona
Tangenti, faro sul manager di Coopsette

Scambio di atti tra procure su Alfio Lombardi, indagato per corruzione per la Tav a Firenze e nel mirino per le mazzette alla Lega Nord a Torino

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REGGIO EMILIA. E’ stato fino a poco tempo fa un manager fidato di Coopsette, con cariche nel cda dal 2003 e compiti strategici nei principali cantieri acquisiti in giro per l’Italia. Il dirigente in questione si chiama Alfio Lombardi, classe 1961, originario di Mantova e coinvolto in questi giorni nella sponsorizzazione del Giro della Padania organizzata dalla Lega Nord, per la quale la procura di Torino ipotizza un giro di tangenti.

Lombardi, infatti, risulta essere un amico di lunga data di Michelino Davico, senatore della Legac che ha ricevuto la sponsorizzazione, come rivelato da Repubblica. Sempre Lombardi è uno degli indagati - accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione - in un’altra inchiesta, quella del 2013 relativa all’appalto per la costruzione del sottoattraversamento della linea ferroviaria ad alta velocità vinto nel 2007 da Coopsette.

Una commessa da 770 milioni di euro lievitata poi nel tempo, dalla quale è scaturita poi una terza inchiesta, quella sulle tangenti per le Grandi Opere venuta a galla due giorni fa. In quest’ultimo procedimento Lombardi non è indagato, ma la procura di Firenze ha chiesto gli atti a suo carico compresi nel procedimento torinese. Uno scambio di informazioni tra magistrati con al centro il nome dell’ex dirigente di Coopsette, il cui nome ricorre nelle email trovate dalla Guardia di Finanza durante le perquisizioni di Torino.

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Nell’inchiesta di Firenze veniva inquadrato come dirigente e faccendiere, tra le figure cardine di un sodalizio criminale che verrà sottoposto a giudizio il prossimo 13 maggio. L’affaire con la Lega Nord a Torino - dove Coopsette ha vinto l’appalto per la costruzione del nuovo grattacielo della Regione Piemonte, valore 280 milioni di euro - è ora nel mirino dei magistrati e viene risolta dal leghista Davico con una puntualizzazione rilasciata in passato: «Io e Alfio Lombardi siamo amici da tempo, siamo entrambi appassionati di bici, abbiamo pedalato insieme parecchie volte. Quando nel 2010 è nata l’associazione con l’idea di organizzare la corsa ho chiamato gli amici, soprattutto i più appassionati. Alfio, come altri, mi ha aiutato».

A pagare fu Coopsette, che versò 25 mila euro. Una quota residua anche le altre società dell’Ati, tra le quali Unieco. Ad attirare l’attenzione dei magistrati è stata anche una mail che riporta la data tassativa entro la quale deve essere versata la sponsorizzazione, come disposto con Lombardi. Una tempistica che ha insospettito gli investigatori, decisi ora a fare luce sulla transazione.

Ma non è tutto: la Finanza ritrova Lombardi in un carteggio via mail che dimostrerebbe come la gara da 210 milioni di euro per il grattacielo fosse truccata. Il 27 luglio 2009 Lombardi incontrò Maria Grazia Ferrari (dirigente Patrimonio della Regione) per definire il bando, agevolando così Coopsette. Poi, il 13 ottobre del 2009, Lombardi incontra Attilio Bastianini, ex parlamentare del Pli nello studio di ingegneria che progettò il palazzo.

Un quadro intricato, per far luce sul quale la procura di Firenze ha deciso di riunire i fascicoli e tentare di porre chiarezza sugli affari tra la coop e la politica.

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