Un anno record per l’export reggiano sfiorati i 9 miliardi
Reggio passa dal 14° al 12° posto nel panorama nazionale Stefano Landi: «Riusciamo ad essere ancora competitivi»
REGGIO EMILIA. Anno record, il 2014, per le esportazioni reggiane, che hanno sfiorato i 9 miliardi di euro. Facendo segnare un +4% rispetto all'anno precedente, il valore delle esportazioni si è attestato a 8.963 miliardi e questo risultato, secondo l'analisi dell'ufficio studi della Camera di Commercio di Reggio sui dati Istat, ha permesso alla realtà reggiana di scalare la graduatoria nazionale delle province esportatrici: Reggio Emilia è passata dal 14° al 12° posto, recuperando due posizioni e portando il contributo provinciale al commercio estero italiano al 2,3%. «Nonostante la crisi economica- sottolinea il presidente della camera di commercio, Stefano Landi- il nostro tessuto imprenditoriale si dimostra in grado di mantenere alti livelli competitivi sui mercati internazionali, confermando una propensione all'export che oggi vale più del 60% del valore aggiunto provinciale». Pur «con tutte le incognite che gravano sui mercati internazionali anche a causa dei conflitti in essere - prosegue Landi- per il 2015 le prospettive appaiono ancora buone, ed è in questo contesto che anche le risorse camerali toccheranno un record storico, con un investimento pari a 1,5 milioni di euro». «Il nostro obiettivo- osserva il presidente della Camera di Commercio - è quello di consolidare ulteriormente questo favorevole andamento, perchè è evidente che in presenza di una domanda interna che non si sblocca abbiamo bisogno di aumentare il numero delle imprese che lavorano sull'export e di ampliare anche l'indotto che deriva dallo sviluppo delle esportazioni». A determinare la buona performance 2014 delle vendite oltre frontiera, hanno contribuito tutti i principali settori dell'economia provinciale. Il metalmeccanico, che da solo rappresenta più della metà delle esportazioni reggiane, è passato dai 4,4 miliardi del 2013 ai 4,6 miliardi del 2014, con un incremento del 3,9%; il tessile-abbigliamento, con un aumento del 4,7% ha raggiunto 1 miliardo e 400 milioni di euro; il ceramico, con un valore di 971 milioni, è cresciuto dell'8%. Rimane stabile a 606 milioni il valore del settore alimentari-bevande, mentre registra una flessione il dato della gomma-plastica che scende da 126 a 121 milioni. L'Europa, con 6,4 miliardi di euro, continua a rappresentare il principale mercato del «made in reggio». Rispetto al 2013 i prodotti reggiani destinati al vecchio continente hanno registrato una crescita del 5,1%, influenzati dall'aumento dell'11,1% delle vendite verso la germania, divenuta proprio nel 2014 (1.221 milioni) il principale acquirente, seguita dalla francia (1.194 milioni).
La crescita del 14,1% delle vendite di prodotti reggiani verso gli Usa hanno permesso a questi ultimi di spodestare dal podio il Regno Unito. Con 619,3 milioni di euro gli Usa si collocano ora al terzo posto nella graduatoria degli acquirenti dalla provincia. Di segno positivo le vendite verso l'Eurozona mentre sono scese da 381 a 338 milioni le esportazione destinate alla Russia causate dal permanere dell'embargo. In crescita le esportazioni reggiane verso l'Asia che nel 2014 hanno superato il miliardo di euro con una crescita del 6,2%. La Cina, con 211 milioni ed una crescita del 7,8% in un anno, si colloca al decimo posto nella graduatoria dei compratori di prodotti reggiani ma rappresenta anche il principale fornitore della provincia di Reggio: da qui, il saldo negativo pari a 309 milioni.
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