Il ministro del Lavoro accolto al grido “buffone”
Fabbrico: Giuliano Poletti contestato da un centinaio di esodati e operai Fiom I manifestanti vengono fatti entrare a teatro poi inizia un intenso botta e risposta
FABBRICO. Hanno atteso in via Roma l’arrivo del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, ospite al teatro Pedrazzoli di Fabbrico per parlare della riforma del lavoro insieme alla deputata reggiana del Pd Antonella Incerti, e lo hanno fischiato e contestato al grido di «buffone, buffone».
Protagonista di una “accoglienza” che ha poco a che vedere con la decantata ospitalità reggiana è stato un gruppo di manifestanti, un centinaio di persone fra esodati e lavoratori iscritti alla Fiom Cgil, che aveva chiesto e ottenuto dalla questura di Reggio di poter effettuare un presidio nei pressi del teatro, proprio nella serata in cui era atteso l’arrivo del ministro.
Così, lunedì sera, l’iniziativa dal titolo “Jobs act, per il rilancio dell’Italia” ha avuto una “falsa partenza”, con gli animi che – in una serata fredda e piovosa – si sono subito surriscaldati. E’ stata, comunque, una contestazione composta, al punto che gli organizzatori dell’incontro – dopo un consulto con le forze dell’ordine che stavano presidiando la zona e controllando che la situazione non degenerasse – hanno invitato i manifestanti a entrare e accomodarsi al teatro Pedrazzoli, per ascoltare (al caldo) la relazione del ministro e partecipare al successivo dibattito.
Un invito raccolto al volo dai manifestanti, che hanno poi seguito con attenzione le parole del ministro prima di poter intervenire, per esporre le loro rimostranze nei confronti delle novità legislative che stanno interessando il mondo del lavoro. Le risposte di Poletti, manco a dirlo, non sono state “gradite” e i fischi sono proseguiti: la distanza fra governo e lavoratori, sul Jobs act, rimangono inavvicinabili.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
