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L’Opg di Reggio Emilia per ora non chiude: rimangono 69 internati

di Luciano Salsi
L’Opg di Reggio Emilia per ora non chiude: rimangono 69 internati

Solamente i 24 dell’Emilia-Romagna avranno a disposizione le nuove Rems; la struttura reggiana in via Montessori non sarà pronta prima del 2017

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REGGIO EMILIA. L'Ospedale psichiatrico giudiziario di via Settembrini avrebbe dovuto essere chiuso il 31 marzo 2013, in base alla legge 9 del 2012 che abolisce i sei Opg esistenti in Italia. In realtà, dopo le successive proroghe di due anni, neppure la scadenza del prossimo 31 marzo sarà rispettata.

Soltanto i 24 internati provenienti dall'Emilia-Romagna troveranno una nuova sistemazione nelle Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) progettate e gestite dal servizio sanitario regionale come luoghi di cura. La maggioranza rimarrà dov'è, in attesa che le regioni di provenienza predispongano le loro Rems. In tutto sono 69 persone, fra le quali 35 originarie del Veneto, il cui governo non ha comunicato alcunchè sulla loro sorte.

La struttura di via Settembrini, attigua al nuovo carcere, è entrata in funzione nel 1991. Nel 2008 vi erano rinchiuse ben 275 persone rispetto a 131 posti letto. Il sovraffollamento è poi drasticamente diminuito. Oggi i presenti sono 135. Non tutti sono internati, cioè malati psichici che subiscono ancora restrizioni della libertà dopo avere scontato la pena perchè giudicati incapaci di intendere e volere.

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Vi sono anche 42 detenuti, di cui otto emiliano-romagnoli, a cui è stata riconosciuta l'infermità durante la carcerazione o che sono minorati psichici. Tutti costoro devono rimanere dove sono in condizioni di reclusione. Sono gli altri 93 che hanno diritto a ricevere dal 1° aprile un trattamento sanitario nelle Rems, usufruendo di spazi e mezzi adeguati. Tuttavia neppure i 24 dell'Emilia-Romagna hanno già a disposizione la nuova residenza da trenta posti, per la quale l'Ausl di Reggio ha individuato un'area di sua proprietà in via Montessori.

Sarà una Rems ad alta intensità medica e riabilitativa, con spazi ricreativi e sportivi interni, la cui gestione competerà esclusivamente al personale sanitario, mentre il perimetro verrà presidiato da addetti alla sicurezza in accordo con la Prefettura. In attesa che venga costruita, non prima del 2017, gli internati emiliano-romagnoli verranno ospitati altrove in strutture provvisorie appositamente attrezzate.

Dieci andranno a Casale di Mezzani, in provincia di Parma, quattordici, comprese tre donne, nella "Casa degli Svizzeri" a Bologna. Intanto le croniche carenze dell'Opg reggiano sono emerse anche durante la visita compiuta ieri da Desi Bruno, garante regionale dei detenuti, in compagnia di Paolo Madonna, direttore della Casa circondariale e dell'Opg, Gaddo Maria Grassi, responsabile del dipartimento di salute mentale dell'Ausl, e da Valeria Calevro, responsabile Ausl per il carcere.

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