Gazzetta di Reggio

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Lacrime e tanti ricordi per l’addio al poliziotto

di Elisa Pederzoli
Lacrime e tanti ricordi per l’addio al poliziotto

In tanti hanno partecipato all’ultimo saluto al sovrintendente capo morto in moto Il messaggio della figlia Alessia: «Grazie per tutto quello che hai fatto per noi»

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REGGIO EMILIA. C’erano tante lacrime, ieri pomeriggio a Coviolo, sui volti della folla che non ha voluto mancare all’ultimo saluto a Elio Iori, il sovrintendente capo della polizia stradale morto sabato sera in incidente in moto in autostrada. Ma anche tanta gratitudine, negli occhi e nei cuori, nei confronti di un uomo, e di un poliziotto, che ha saputo con la sua umanità e la sua luce lasciare un segno profondo e indelebile nelle vite di tutti coloro che lo hanno conosciuto.

Non ci sono state parole di circostanza. Ma autentiche testimonianze di vita vissuta, di amicizia, di umanità per il poliziotto, per l’amico. Per il compagno, il papà. Il figlio, Elio. E tanti ricordi, dai quali il ritratto che esce del 43enne è uno solo: quello di uomo che sapeva essere grande in ogni ambito della sua vita. Dalla casa alla caserma. Sulle piste, dove coltivava da sempre la passione per le moto. E nelle piccole cose quotidiane.

Durante una cerimonia alla quale hanno partecipato i vertici della questura reggiana e regionale, i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine e tantissimi colleghi, sia di lavoro che delle corse, lo ha voluto ricordare il comandante della polizia stradale, Antonio Colantuono, con la voce rotta dall’emozione. «Mi metto qui a fianco – ha detto accarezzando la bara chiara – come lui è stato accanto a me dal primo giorno. Non come un collega, ma come un amico. Capace con l’entusiasmo che sapeva mettere in tutte le cose che faceva, di far sentire anche gli altri in grado di poter fare qualsiasi cosa». «Un ragazzo buono – ha ripetuto più volte il vice questore aggiunto – che si spendeva oltre ogni limite». La stessa emozione era nella voce di Roberto Rocchi – che guida il distaccamento di Castelnovo Monti della Stradale – che ha voluto leggere un messaggio in cui ha ricordato i primi passi in polizia di Iori. Legati anche al fatto che lui i mezzi della Stradale li ha sempre visti da vicino, anche da giovanissimo, con il padre Luciano che era carrozziere convenzionato della Stradale. Un ricordo carico di nostalgia che ha fatto piacere anche all’anziano genitore. «Elio – ha detto Rocchi – è stato anche un grande amico, che nel turbine di ansie che ci sono in una caserma come in tutti gli ambienti di lavoro, sapeva come districarsi garantendo a tutti un grande equilibrio».

A ricordare invece l’Elio esperto di motori e grande conoscitore delle moto c’era poi l’imprenditore Matteo Marzotto, che non ha voluto mancare per l’ultimo saluto al collaboratore dei tempi di quando anche lui faceva il pilota professionista e all’amico rimasto tale in tutti questi anni, con cui condivideva anche l’impegno nella Fondazione Fibrosi Cistica. «Elio aveva sempre il sorriso sulle labbra – ha ricordato – Conoscerlo è stata una benedizione. E io sono convinto che sarà sempre con noi, con le figlie e la compagna. Come un angelo custode».

O come un principe dagli occhi azzurri, come ha voluto salutarlo la sua primogenita, Alessia, leggendo e in parte improvvisando un messaggio d’amore condito di tanta gratitudine e saggezza forse inaspettati per i suoi piccoli 15 anni, ma capace di rompere in tutti i presenti quella commozione che a stento cercavano di trattenere. «Non ti ho mai detto grazie abbastanza papi – ha detto la figlia – per tutto quello che mi hai insegnato, per quanto mi hai consolato dalle lacrime per un ragazzo. Per come sapevi esserci sempre». Nonostante il dolore, la piccola e forte Alessia, ha regalato a tutti un ritratto di Elio padre premuroso e innamorato delle sue figlie, e della sua famiglia, che forse molti non sapevano, ma che certamente potevano immaginare ricordando l’umanità, la gentilezza di un uomo che non si è mai tirato indietro per gli altri.

Dopo la cerimonia religiosa e il corteo a spalla dei colleghi, il feretro ha proseguito per l’ala crematoria.

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