Finanziamenti alla Lega Nord, indagato Rosa
L’ex presidente di TorrePiemonte, dipendente di Coopsette, è al centro delle due indagini sul grattacielo di Torino
REGGIO EMILIA. Un geometra genovese, dipendente di Coopsette, è al momento l’unico indagato nell’inchiesta sulle sponsorizzazione alla Lega Nord. Si tratta di Paolo Rosa, 55 anni, accusato di finanziamento illecito al Carroccio, ipotesi mossa dalla procura di Torino in seguito all’inchiesta principale, quella sulla costruzione del grattacielo destinato agli uffici della Regione Piemonte. Il 12 febbraio scorso la Guardia di finanza ha eseguito alcune perquisizioni in uffici regionali, nelle abitazioni degli indagati e in studi professionali.
Gli accertamenti sono sulla regolarità delle procedure attraverso cui la Regione Piemonte ha aggiudicato la gara e ha approvato una variante migliorativa del progetto. I finanzieri hanno vagliato inoltre la regolarità dei subappalti, facendo visita anche alla Coopsette di Castelnovo Sotto, capofila dell’associazione temporanea di imprese (Ati) che ha vinto l’appalto da 280 milioni di euro.
Da lì è scaturito un accertamento sulla sponsorizzazione avvenuta nel 2012 - si parla di 50 mila euro in tutto, che per la procura di Torino sarebbero serviti ad altro - destinati al Giro della Padania, gara ciclistica organizzata dalla Lega Nord, e dalla quale è scaturita l’iscrizione nel registro degli indagati di Rosa, all’epoca presidente del consiglio d’amministrazione di Torre Regione Piemonte, consorzio creato ad hoc da Coopsette e soci. Rosa, quindi, è dentro l’indagine in quanto legale rappresentante del consorzio, che ha sede proprio a Castelnovo Sotto, nella sede della coop di costruzioni.
Dentro la compagine societaria ci sono anche Unieco, la Cmb di Carpi e, in via più marginale, la Idrotermica di Forlì. Il punto di contatto tra Coopsette e la Lega Nord, come dichiarato da Michelino Davico (senatore della Lega e organizzatore della gara) è un amico di quest’ultimo: si tratta di Alfio Lombardi, manager di Coopsette, che - come già scritto ieri - non risulta indagato nell’inchiesta per le presunte tangenti al Carroccio, bensì in quella per la costruzione della Tav di Firenze, altro mega appalto vinto da Coopsette.
Rosa – difeso dall’avvocato Alberto Mittone – era già finito nelle indagini del filone principale, quello dell’appalto per il grattacielo disegnato dall’archistar Massimiliano Fuksas. I pm hanno ipotizzato i reati a vario titolo, tra i quali turbativa d’asta e corruzione. Già nell’ottobre del 2013, era stata avviata un’indagine giudiziaria per le attività di movimento terra nel cantiere.
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