L’operaio: «Liti per mia figlia mia moglie la difende troppo»
SAN MARTINO. Le liti circoscritte a circa un anno e mezzo, ammettendo di aver alzato anche le mani ma solo contro la figlia maggiore e la moglie. L’operaio 50enne – assistito dall’avvocato Noris...
SAN MARTINO. Le liti circoscritte a circa un anno e mezzo, ammettendo di aver alzato anche le mani ma solo contro la figlia maggiore e la moglie.
L’operaio 50enne – assistito dall’avvocato Noris Bucchi – con calma e senza mai scomporsi ha replicato ieri in tribunale a Reggio Emilia alle accuse davanti al giudice Dario De Luca.
In primis ha negato che si tratti di 19 anni di maltrattamenti, per poi entrare nel merito dei litigi, a suo dire più ristretti nel tempo e dovuti al comportamento della figlia più grande («E’ disubbidiente») a cui s’aggiungono le intromissioni della moglie che difende la giovane.
Insomma, la ragazza che non segue gli insegnamenti del padre e la madre che vuole proteggerla e si mette in mezzo fra marito e figlia.
Il giudice De Luca, al termine dell’udienza, ha disposto l’allontanamento della casa familiare come richiesto dal pm Valentina Salvi (titolare dell’inchiesta) e avallata dal difensore che l’ha ritenuta idonea. Un provvedimento restrittivo meno duro del carcere, ma che vuole innanzitutto evitare il pericolo di reiterazione del reato.
Sempre l’avvocato Bucchi ha chiesto ed ottenuto un rinvio del processo di circa due mesi (si terrà il 13 maggio), per poter valutare in questo lasso di tempo non breve il comportamento del suo assistito nei confronti dei familiari.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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