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Mafie, un piano contro il silenzio

Mafie, un piano contro il silenzio

Presentato all’Asioli il progetto di Marco Ligabue e La Vardera

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CORREGGIO. Potevo scegliere di fare il giornalista per lo sport. Ma quel giorno, quando ho fatto quel servizio, ho scelto di cambiare per sempre la mia vita. Ho scelto di denunciare un fatto, anche piccolo, perché io penso: se i politici fanno brogli per pochi soldi che succederà quando dovranno aministrare un Comune e appaltare i lavori?». Ecco com’è nato il servizio sui brogli di Villabate di Ismaele La Vardera, presidente dell’associazione nazionale “Verità Scomode” e inviato della tv TeleJato, andato in onda in una puntata de Le Iene nell’ottobre 2014.

Un servizio che gli ha cambiato la vita perché pochi minuti dopo, la Blasi e Mammuccari (conduttori delle Iene, ndr) dissero a Ismaele «ma lo sai che si sono tutti dimessi?».

Il giorno dopo la puntata de “le Iene” gli sguardi si fanno insistenti, come le domande. «Mi chiedevano perchè l’hai fatto? E adesso cosa ti cambia? Non hai paura? Quel giorno però io ho scelto di denunciare, di non lasciar correre. Perché le mafie non sono solo pistole, morti e bombe; sono anche le piccole cose e per questo, di averle denunciate, io ne vado fiero».

Ed è qui che nasce il progetto #ilsilenzioèdolo, una canzone (di Marco Ligabue, featuring OthelloMan) e una campagna di sensibilizzazione contro il pregiudizio e le mafie. «Ismaele mi ha incontrato dopo un mio live – spiega Marco Ligabue – e mi fa “Perché non provi a riscattare la mia terra? Palermo non è tutta mafia, è anche una città bellissima. Perché non ci scrivi su una canzone? E io ci ho pensato un po’ su e dopo due settimane ci siamo sentiti ed è nata Il silenzio è dolo».

Una canzone per denunciare ma anche una forma di riscatto per milioni di giovani che provano ad alzare la testa.

Il videoclip, girato tra Palermo e Villabate, vede la partecipazione di liberi cittadini, giovani siciliani, il giornalista Pino Maniaci, Ismaele e la testimone di giustizia Valeria Grasso che ha reagito ai suoi strozzini. «Madre divorziata, con figli, imprenditrice, un'attività appena avviata» – racconta.

«Passò poco che mi vennero a chiedere il pizzo. Ho pagato ma poi non ce la facevo più. Cosa potevo fare? Ho scelto di denunciare il fatto ai carabinieri, collaborare con loro per portare quegli uomini in carcere. Ce l’ho fatta per i miei figli per dare loro un futuro migliore». E adesso Valeria, insieme a Marco, Ismaele, Marco e OthelloMan sono in tour tra i teatri e le università italiane per parlare e sensibilizzare sul tema, come è successo ieri al teatro Asioli. Ad accoglierli, il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi e il coordinatore provinciale di Libera, Manuel Masini, oltre cinquecento studenti delle scuole correggesi.

«E’ a voi che ci rivolgiamo – ha detto Ismaele, raccontando la propria storia – perché dovete avere il coraggio di scegliere. Ragazzi, siamo il presente e sta a noi costruire il nostro presente per avere un futuro migliore». (s.p.)

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