Gazzetta di Reggio

Reggio

reggio emilia

Rimborsi, il pm indaga nella vecchia maggioranza Pd-Sel

Rimborsi, il pm indaga nella vecchia maggioranza Pd-Sel

Accusati di abuso d’ufficio sei fra amministratori e consiglieri, già esclusi i funzionari comunali

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. E’ un’indagine tutt’altro che chiusa quella focalizzata sui rimborsi comunali. Da quanto sinora accertato – l’inchiesta è in mano ai carabinieri, coordinati dal pm Isabella Chiesi – sarebbero già “usciti” dalle indagini i funzionari del Comune: sentiti dagli inquirenti, avrebbero adeguatamente spiegato come si erano mossi, cioè seguendo, per i rimborsi, le procedure previste.

Meccanismo verificato da chi indaga e ritenuto corretto. Quindi della quindicina di indagati emersi nella prima fase dell’inchiesta, sono ora rimasti nella “rete” in sei, fra amministratori (nella duplice veste di chi autorizza il rimborso o è fruitore del rimborso richiesto) e consiglieri comunali della passata legislatura. Sei persone iscritte nel registro degli indagati però solo quest’anno, cioè dopo gli accertamenti scattati con l’esposto presentato nel dicembre 2013 da “Progetto Reggio” (specificatamente dagli allora consiglieri comunali Matteo Iotti, Giacomo Giovannini e Zeffirino Irali).

Da quanto ulteriormente “filtra” l’inchiesta avrebbe l’abuso d’ufficio come ipotesi di reato presa in considerazione, inoltre i sei indagati sarebbero espressione della maggioranza, visto che l’iniziale “rosa” di indagati avrebbe annoverato esponenti della giunta, del consiglio comunale e di circoscrizioni, legati a Pd, Sel e Idv. Comunque, trattandosi di un’inchiesta non conclusa, non si può al momento escludere che il numero di indagati rimanga tale e che non si ampli ad altre forze politiche.

Gli allora consiglieri di “Progetto Reggio” erano andati a spulciare le spese riferibili al periodo che va dal 2009 all'estate 2013 (si parla dunque della legislatura precedente all'attuale).

Sotto accusa erano finiti semplici scontrini dei taxi presentati al posto delle ricevute fiscali, richieste prive della pezza giustificativa andata smarrita, conti di camere d'alberto doppie che non si capiva chi le avesse effettivamente occupate, biglietti di spettacoli di dubbia pertinenza, qualche fattura troppo salata.

Molti dei rimborsi che venivano messi sotto accusa, poi, riguardavano alcune spese di modesta entità per le quali, più che un questione di legittimità, gli ex consiglieri di opposizione ne facevano una questione di opportunità.

«Adesso il Comune ci dovrà spiegare – commenta l’avvocato Matteo Iotti, cioè uno dei tre esponenti di “Progetto Reggio” che presentò l’esposto – perché ha affidato un incarico esterno ad un legale per azioni nei nostri confronti, visto che le indagini della procura dimostrano che la nostra iniziativa non era certo peregrina».(t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google