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Fava: il Pd poteva destituire Coffrini

Fava: il Pd poteva destituire Coffrini

«Ho scritto una lettera al Presidente Mattarella e al Prefetto». Delrio a Cutro: «Una leggerezza, poi si è riscattato»

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Claudio Fava, vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia e onorevole della sinistra, era ieri a Reggio Emilia con l'associazione Libera per presentare ufficialmente la richiesta di dimissioni del sindaco di Brescello Marcello Coffrini per la sua "accondiscendenza" verso la 'ndrangheta e in particolare la cosca dei Grande Aracri, attiva sul suo territorio. "Ho scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al prefetto di Reggio Emilia. A quest'ultimo - spiega - ho chiesto di verificare i presupposti per l'istituzione di una Commissione d'accesso che verifichi i margini di autonomia dell'amministrazione di Brescello rispetto alle infiltrazioni malavitose". Il contenuto integrale della lettera a Mattarella è in prima pagina, con seguito nella pagina delle lettere.

Fatti noti dal 2002.

Fava ha sciorinato atti e documenti d’indagine e della stessa Commissione antimafia per sottolineare come il ruolo malavitoso della cosca Grande Aracri sia noto (almeno) dal lontano 2002. E Francesco Grande Aracri, il signore “composto ed educato” così descritto dal sindaco di Brescello nell’intervista a Cortocircuito - “complimenti a quei ragazzi coraggiosi” - sia assurto a reggente della cosca sul territorio reggiano dopo l’arresto del fratello Nicolino. Reggente di una cosca che, risultanze investigative, punta ad estendersi non solo in tutta l’Emilia ma anche in Lmbardia, Liguria, Piemonte e aree del Veneto.

Il caso Cutro-Delrio.

Stimolato dai giornalisti, Fava ha parlato anche dell'attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, per anni sindaco di Reggio Emilia: "Io credo, come la procura che a suo tempo lo sentì come testimone, che Graziano Delrio abbia compiuto un atto di leggerezza, partecipando in campagna elettorale alla processione religiosa di Cutro senza tenere conto che da lì arriva il capomafia che ha gestito interessi criminali pesanti e attuali su tutto il territorio reggiano. Credo che Delrio dovesse sapere che Nicolino Grande Aracri - la sua caratura criminale è agli atti da tempo - arrivava da quel paese. Ma in tempi successivi, ha anche detto cose molto nette sul contrasto alle mafie e credo si sia riscattato.

Il caso Coffrini-Pd.

Davvero il Pd non aveva strumenti per spingere Coffrini alle dimissioni, chiedono i giornalisti? Questa la risposta di Fava: "Un grande partito come il Pd ha certamente gli strumenti per ottenere che Coffrini non sia più sindaco, a prescindere dalla sua disponibilità a farsi da parte. Se un partito vuole, lo ottiene".

Bordate dalla Bindi

Se ci si ricorda del vertice dei sindaci reggiani (tutti Pd) in cui Enrico Bini aveva chiesto (inutilmente) un intervento più deciso, proprio l’altro giorno Rosy Bindi aveva dichiarato in un convegno nel Bolognese: “Il sindaco di Brescello è inadeguato per il ruolo nel quale si trova. Viene da chiedersi: sindaco, ci sei o ci fai?»

I brescellesi.

«Per fortuna, voci come quella di Coffrini restano isolate. Il problema è che, nell’emotività del momento, ci si stringe a coorte e si salva il sindaco per salvare il buon nome stesso del paese, sortendo l’effetto contrario. E non facciamo giochini dicendo che qui si sostiene che tutti i brescellesi sono mafiosi. Io sono siciliano, e non ci casco. E’ nell’interesse dei cittadini, e della loro dignità, dissociarsi da quanto affermato dal proprio sindaco.

M5S sostiene Fava.

L’onorevole del M55S Maria Edera Spadoni ha letto ieri in aula a Montecitorio un testo rivolto al Presidente della Repubblica Mattarella per richiedere la destituzione di Coffrini, citando Paolo Borsellino: «L’equivoco su cui spesso si gioca è questo, si dice: quel politico era vicino a un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con l’organizzazione mafiosa, però la magistratura non l’ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. Eh no! Questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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