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albinea, dopo la lite

«Macchè aggressori ci siamo solo difesi»

«Macchè aggressori ci siamo solo difesi»

ALBINEA. I due albinetani, denunciati dai carabinieri per lesioni personali e tentata violenza privata in concorso, danno una versione diversa di quella che gli inquirenti ritengono un’aggressione ad...

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ALBINEA. I due albinetani, denunciati dai carabinieri per lesioni personali e tentata violenza privata in concorso, danno una versione diversa di quella che gli inquirenti ritengono un’aggressione ad un muratore di San Polo per chiedere la risistemazione di una pensilina crollata sotto il peso della super nevicata del febbraio scorso.

E lo fanno tramite l’avvocato difensore Raffaele Merangolo che replica decisamente: «Contestano fermamente la ricostruzione operata – rimarca il legale bolognese – e dichiarano di essere stati loro stessi vittima di aggressione nella propria privata dimora. L’artigiano residente a San Polo, dopo essersi reso disponibile a riparare il danno provocato dalla inidoneità dell’opera realizzata, ha repentinamente cambiato idea e si è innervosito, aggredendo fisicamente i due danneggiati residenti ad Albinea che dopo essersi difesi – conclude il difensore – lo hanno allontanato dalla loro abitazione. Sarà la magistratura a porre chiarezza sull’accaduto». A questo punto si contrappongono due versioni differenti, in quanto i militari – dopo una serie di verifiche – hanno ritenuto di avallare quanto denunciato dal muratore, cioè che ha subìto pugni e minacce con un machete da parte dei due albinetani (rispettivamente di 40 e 48 anni) quando si è rifiutato di fare gratuitamente la riparazione della pensilina, sostenendo che aveva partecipato quasi dieci anni fa ai lavori, ma che la costruzione era stata seguita da un’altra ditta.

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