Mafia, bloccato il nuovo stadio di rugby
Boretto: dopo l’interdittiva alla ditta Bacchi, il prefetto di Mantova ferma il progetto del “Lavadera Village” di Viadana
BORETTO. Fuori la “Lavadera village” dal progetto Celtic League di Viadana. Lo scrive il commissario prefettizio del Comune mantovano, Isabella Alberti, nella delibera sulla scorta delle comunicazioni appena ricevute dalla Prefettura di Mantova: nei confronti della spa, presieduta fino a dieci giorni fa dall’imprenditore borettese Claudio Bacchi, sussistono i rischi di condizionamento da parte della criminalità organizzata.
È questa la risposta della prefettura di Mantova alla richiesta di informativa antimafia inoltrata dal Comune di Viadana lo scorso 19 settembre a cui aveva fatto seguito la comunicazione della stessa prefettura sulla necessità di effettuare ulteriori approfondimenti in sede di comitato interforze, lo stesso interpellato per la ditta dell’ex assessore viadanese Carmine Tipaldi.
Rischio mafia: vietato, quindi, per il Comune di Viadana stipulare accordi o programmi con la Lavadera. Addio all’accordo di programma da 3 milioni e 700mila euro per lo stadio di rugby. A questo punto, il collegio di vigilanza riformulerà l’accordo: gli interventi saranno limitati ai soli beni di proprietà del Comune «escludendo tutti gli interventi presso il centro sportivo Lavadera». L’impianto sportivo resta una priorità per il territorio, in ogni caso e non si può cancellare con un colpo di spugna. Per questo il collegio di vigilanza ha stabilito di procedere con la realizzazione della nuova biglietteria e del nuovo parcheggio, opere già previste nell’accordo originario e di altri interventi per l’adeguamento alle normative di sicurezza, secondo un progetto che lo stesso Comune presenterà nei prossimi giorni, che prevede un minor onere finanziario per la Regione Lonbardia. Fatti i conti, lo stanziamento della Regione scenderà da 4 milioni 180mila euro a un milione e mezzo, da parte della Provincia sono previsti 250mila euro, mentre l’impegno del Comune sarà di 300mila euro, derivante da alienazioni.
Informativa antimafia e rischi di condizionamento da parte della criminalità organizzata: gli occhi sono inevitabilmente puntati su Claudio Bacchi, che nel 2013 si è visto confermare l’interdittiva antimafia emessa a suo tempo dal prefetto di Reggio Emilia per i lavori alla tangenziale di Novellara. Nel cantiere, secondo le ipotesi al vaglio degli inquirenti, avrebbero lavorato due società riconducibili alla ’ndrangheta, in particolare alla famiglia Mattace e al clan Grande Aracri.
Con la Bacchi il Comune di Viadana ha in corso anche un contenzioso per i lavori di rinaturazione ambientale non completati di Cava Caselli. L’amministrazione ha chiesto di escutere la fidejussione di 323mila euro, ma né la Bacchi né la compagnia assicurativa francese hanno intenzione di pagare. Claudio Bacchi intanto si è dimesso dalla presidenza, pare proprio in previsione del ciclone Celtic League.
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