Gazzetta di Reggio

Reggio

i gioielli di famiglia

Ex Car, palazzo Trivelli e l’ex Opg: la Provincia vuole vendere

di Evaristo Sparvieri
Ex Car, palazzo Trivelli e l’ex Opg: la Provincia vuole vendere

Manghi: «Tre offerte per l’area di San Maurizio». Il presidente alle prese ancora con molte incognite legate al destino dei dipendenti di Palazzo Allende

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. A caccia di risorse per realizzare gli investimenti, si mettono in vendita i “gioielli” di famiglia. L’ex Car di San Maurizio, per cui ci sarebbero tre offerte, Palazzo Trivelli e l’invendibile ex Opg. Ma anche le azioni dell’Autobrennero. Sullo sfondo, la spinosa ricollocazione del personale, al palo in attesa dell’approvazione della legge regionale sulle deleghe. Mentre si cerca di far cassa, resta in sospeso la situazione della Provincia, alle prese con uno svuotamento delle funzioni che non risparmia grane al presidente, Giammaria Manghi. Un lungo conto alla rovescia che vede tuttavia Manghi ottimista. La deadline è il 31 marzo. È questo il termine entro il quale bisognerebbe conoscere nomi e cognomi dei dipendenti che resteranno.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.11090614:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11090614:1649446272/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Presidente Manghi, a che punto siamo con la questione dei dipendenti?

«Dal punto di vista del personale abbiamo fatto quanto previsto dalla legge di stabilità, riducendo la spesa per il 50% rispetto ad aprile 2014, quando è entrata in vigore la legge Delrio. Adesso entro il 31 marzo bisognerebbe far corrispondere chiaramente a questa spesa anche i nomi e cognomi di chi rimane in carico direttamente all’ente. Ma dobbiamo aspettare l’uscita della legge regionale che redistribuisce le funzioni».

Quindi?

«Una parte dei 370 dipendenti restano di certo in Provincia. Si tratta di chi svolge funzioni legate alle deleghe che resteranno in capo all’ente. E cioè viabilità e infrastrutture, pianificazione territoriale, organizzazione della rete scolastica e ambiente. Ovviamente resteranno nei limiti di spesa. Una parte passerà nella pianta organica della Regione, che ha già stanziato i fondi. Per il resto, bisogna aspettare comunque la legge regionale, che arriverà a fine aprile».

Qualcuno resterà a casa?

«Il costo del personale è coperto. Contando anche i prepensionamenti e i dipendenti che passeranno allo Stato, come quelli dei centri per l’impiego e della polizia provinciale, potrebbe anche darsi che non si registri neanche un esubero. Ma il condizionale è d’obbligo. Lunedì avremo un incontro con i sindacati».

E sulle deleghe che vi spetteranno? Avete almeno un’idea?

«Ci sono stati diversi incontri. C’è un primo canovaccio impostato sulle aree aveste. Si recepisce la proposta del governo. La nostra idea, come detto anche in passato, è quella di un’area vasta da Piacenza a Modena. Questo è un punto di caduta sul quale il governo ha intenzione di esercitare anche premialità».

Ovvero?

«Per chi sperimenta come noi ci saranno risorse a disposizione, un po’ come avviene per le fusioni dei Comuni. Inoltre ci sarà possibilità di rivedere il patto di stabilità».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10859021:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/02/13/news/il-vecchio-ospedale-psichiatrico-giudiziario-di-reggio-emilia-apre-le-sue-porte-alla-gazzetta-1.10859021]]

Intanto però la Provincia perde i pezzi. Dolci e Capuano, ad esempio, hanno già salutato Palazzo Allende per viale Aldo Moro...

«Penso che è nella logica delle pubbliche amministrazioni, in un periodo di incertezze come queste, che i dirigenti cerchino altri lidi. Li stimo molto, hanno fatto una scelta professionale, ma ci sono le condizioni perché l’ente proceda».

Senza dirigenti. Ma anche senza soldi?

«Noi abbiamo sempre necessità di chiudere il bilancio. So che dal governo rivedranno alcuni indicatori. Siamo a zero sugli investimenti e cercheremo di fare dismissioni».

Tipo?

«La prima sarà sul magazzino ex Car di San Maurizio. Un edificio stimato intorno ai 3,5 milioni, su cui abbiamo tre offerte. Lo venderemo entro i primi otto mesi del 2015. Altri due immobili in vendita sono Palazzo Trivelli, intorno ai 2,2 milioni, per il quale andremo al 2016, e poi l’ex Opg, che ha una stima di 6,1 milioni di euro. È invendibile, ma è un patrimonio».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11114622:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11114622:1649446272/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Poi i conti quadreranno?

«Abbiamo intenzione di dismettere le azioni di Autobrennero. Da questo combinato disposto speriamo di avere risorse su viabilità e scuole per gli investimenti necessari. Altrimenti non si fanno. Anche a causa del patto di stabilità. Abbiamo accantonato 2,5 milioni per la messa in sicurezza del liceo Chierici ma non possiamo fare i lavori. Attendiamo una risposta dal governo nelle prossime settimane».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google