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Morì bruciato nel camper: risarcimento alla famiglia

di Andrea Vaccari
Morì bruciato nel camper: risarcimento alla famiglia

I genitori di Adil nel processo civile hanno ottenuto 164 mila euro dalla famiglia di Michele Milano, deceduto anche lui nel tragico rogo del 2011

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CAVRIAGO. Un risarcimento di 164 mila euro, oltre agli interessi e le spese legali. Questa l’ingente somma che i genitori del 14enne Michele Milano dovranno versare alla famiglia di Adil Chahar, il 18enne che nella notte tra il 22 e il 23 ottobre del 2011 perse la vita proprio insieme a Michele all’interno del camper di proprietà della famiglia di quest’ultimo.

E’ quanto recita la sentenza della causa civile depositata mercoledì e che ha visto i genitori di Chahar (assistiti dall’avvocato Annalisa Cataliotti) citare in giudizio il padre e la madre di Michele Milano, proprietari del mezzo all’interno del quale morirono i due giovani e che in questo modo vedono aggiungersi un’ulteriore “beffa” alla morte del figlio, dalla quale faticano a riprendersi.

In primo grado, il giudice del tribunale di Reggio, Cristina Ferrari ha ravvisato, in base agli articoli 2034 e 2048 e ad altri del codice civile, responsabilità da parte dei coniugi Milano (assistiti dall’avvocato Enrico Della Capanna): l’articolo 2048 recita infatti che “il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi”.

I tragici fatti avvennero nella notte tra il 22 e il 23 ottobre di quattro anni fa. Quella sera Michele e Adil andarono a ballare in un locale della zona insieme ad alcuni amici, e vi trascorsero alcune ore. Al termine della serata fecero rientro a Cavriago e arrivarono in via Neida, a casa dei Milano.

Qui, nel cortile, era parcheggiato il camper della famiglia e vista l’ora tarda, unita alla voglia di trascorrere alcune ore in piena indipendenza, i giovani decisero di dormire all’interno del mezzo. Non potendo accendere il motore del camper per riscaldare l’ambiente, i ragazzi si attrezzarono con una piccola stufa elettrica, allanciandosi alla corrente sfruttando una presa all’esterno dello stesso camper. Fu proprio quella stufa a tradire i giovani, il cui malfunzionamento portò a incendiare l’intero camper.

Dei quattro ragazzi – che si addormentarono verso le 5.30 – due riuscirono a fuggire aprendosi un varco da un finestrino, mentre Milano e Chahal morirono tra le fiamme. Nei giorni successivi, i vigili del fuoco nella loro relazione tecnica esclusero ogni responsabilità. Le ipotesi rimaste in piedi sono due: un errato posizionamento della stufetta, o il rogo che si è sviluppato a partire da qualche oggetto infiammabile lasciato inavvertitamente davanti all’elettrodomestico. In sede penale non vennero individuati colpevoli.

La morte dei due giovani fu un duro colpo per la comunità cavriaghese in quanto i ragazzi erano inseriti e benvoluti all’interno del tessuto sociale del paese.

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