Morì l’amico, patteggia e il gup gli toglie la patente
Le accuse: omicidio colposo e guida sotto l’effetto di farmaci e alcol. I familiari del 36enne deceduto non presenti in aula: sono già stati risarciti
CORREGGIO. Una sera di festa che due anni fa si tramutò in tragedia.
E’ stato rievocato ieri mattina – in tribunale a Reggio Emilia – davanti al gup Giovanni Ghini l’incidente che costò la vita al 36enne Michele Silverio (di Rio Saliceto), mentre l’amico correggese Claudio Cattini (di due anni più giovane) che era alla guida della Jeep Chrysler schiantatasi contro una cancellata, rimase seriamente ferito ma se la cavò.
Proprio il conducente sopravvissuto, ha ieri patteggiato – tramite gli avvocati difensori Gianni Zambelli e Giuseppe Ferrari – un anno e dieci mesi di reclusione (pena sospesa). Il giudice ha revocato all’imputato la patente di guida.
I familiari del giovane deceduto nel terribile schianto non si sono costituiti parte civile: sono già stati risarciti.
Pesanti le accuse nei confronti di Cattini.
I carabinieri di Correggio oltre ad aver accertato le cause dell’incidente, hanno eseguito anche gli accertamenti tossicologici sul conducente. Inizialmente i fari dell’inchiesta erano stati puntati sull'alta velocità, ma poi si sono aggiunti altri guai giudiziari per chi era al volante.
Il giovane correggese, infatti, è risultato positivo sia per la presenza nel sangue di etanolo (dovuto all'abuso di bevande alcoliche per un valore di 1,95 g/l rispetto allo 0,5 g/l consentito dalla legge) sia per la presenza di benzodiazepine (sostanza annoverata tra quelle regolate dal Testo Unico della disciplina degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope).
Il giovane è stato quindi denunciato all'autorità giudiziaria anche per questi reati oltre che per omicidio colposo. Imputazioni ora sfociate nel cittao patteggiamento.
Amici da tempo, Claudio e Michele, per un po' avevano smesso di frequentarsi ma quella sera di ferragosto si erano ritrovati, forse per caso, e avevano deciso di passarla insieme. Un giro in macchina per passare la serata fuori dal centro di Rio Saliceto.
Poi, alle 22, il terribile scontro contro la cancellata del sacchettificio "Il canguro" in via per Campagnola; un impatto violentissimo in cui la Jeep di Cattini, una grossa Chrysler, si era proiettata ad alta velocità finendo per abbattere almeno venti metri di barriera metallica.
Per Michele, trafitto da un palo della cancellata, purtroppo non c'era più nulla da fare ma per Claudio, invece, c'era ancora speranza e in effetti riuscirà a cavarsela.
Michele – conosciuto come “Cipo” – da qualche tempo era disoccupato a causa della crisi, ma quando poteva lavorava come giardiniere. Un’esistenza spezzata da un tragico incidente: il suv – ormai fuori controllo – che sbanda paurosamente e piega una recinzione come fosse carta. Poi, per lui, solo il buio.(t.s.)
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