Gazzetta di Reggio

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Sottopasso appena aperto già danneggiato da vandali

di Adriano Arati
Sottopasso appena aperto già danneggiato da vandali

Scandiano: inaugurato dopo la chiusura del passaggio a livello di via Martiri è già stato preso di mira dai writers e rischia di essere abbandonato al degrado

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SCANDIANO. Dichiarazioni di orgoglio e di appartenenza, sportiva e morale, disegni, sporcizia. Non ha impiegato molto il nuovo sottopasso ferroviario di Scandiano a farsi “decorare”, dopo l’apertura di inizio marzo, arrivata in contemporanea alla chiusura dello storico passaggio a livello di via Martiri della Libertà, vicino alla stazione.

Due provvedimenti urbanistici uniti fra loro, e l’addio al passaggio di via Martiri in particolare ha rivoluzionato la viabilità scandianese. Il sottopasso serve per favorire il collegamento fra le due zone della cittadina ora “divise”, quella storica e quella artigianale della Contarella e del quartiere Bisamar.

Nelle due settimane dalla sua apertura, però, ha già ricevuto anche diverse visite di writer, che hanno voluto lasciare il loro marchio – usando colori e bombolette spray – sulle pareti dei corridoi, a scale e in discesa progressiva, edificati negli anni scorsi. Un classico per tunnel e vie sotterranee e il paese del Boiardo si è unito all’elenco. C’è davvero un po’ di tutto, dai disegni elaborati a scarabocchi poco chiari.

Ma anche frasi concluse, a cui non sfugge l’amato calcio: «Scandiano è granata». Non manca una dichiarazione di intenti politico-sociali, come l’orgoglioso «ci vogliono ignoranti, ci avranno ribelli», o il marchio fissato da una “banda” giovanile, con «we are an empire», «noi siamo un impero».

Non solo decorazioni che, pur non essendo legali, a volte possono comunque donare un po’ vivacità. Con la frequentazione assidua del collegamento, sono arrivate – anche in questo inevitabilmente – sporcizia, rifiuti abbandonati e i primi disagi, nonostante il lavoro quotidiano del personale incaricato. Il tutto proprio mentre i pendolari scandianesi stanno abituandosi al nuovo assetto urbanistico. Pian piano le nuove direttrici stanno diventando familiari, ma la presenza di rifiuti e di piccoli segnali di degrado non contribuisce ad accelerare il processo.

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