Gazzetta di Reggio

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Con le radiografie davanti agli occhi ad osservare il sole

Con le radiografie davanti agli occhi ad osservare il sole

Anche maschere da saldatore e macchine fotografiche con i filtri per proteggersi le retine e guardare il fenomeno astronomico

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REGGIO EMILIA. Ore 9.20, appuntamento con il sole. I reggiani ieri non si sono fatti sorprendere dall'eclissi. Armati di maschere da saldatore, vecchie radiografie e telefoni cellulari, all'ora prefissata si sono messi all'osservazione del disco solare.

Il monito da parte di specialisti e medici era chiaro: «Fissare ad occhio nudo, o semplicemente con gli occhiali da sole, l'eclissi può causare danni alla vista». Sono le parole di Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana (Soi). «Il sole è la fonte più luminosa che abbiamo – spiega l'esperto –. Fissare la sua caratteristica luce blu senza un'adeguata protezione può distruggere la parte più delicata della retina».

Almeno a giudicare dagli incontri fatti in città, la maggior parte delle persone non ha sottovalutato l'avvertimento arrivato alla vigilia dell'appuntamento astronomico. Anche in pieno centro, infatti, si incontravano uomini e donne armati di strumenti non proprio usuali da tenere in borsa in città: come, appunto, le maschere da saldatore. Ma la visiera scura era lo strumento migliore per guardare a lungo il cerchio del sole, senza rimanere abbagliati. Con il risultato di riuscire nitidamente a vedere il sole coperto dalla luna: un effetto davvero particolare, che faceva sembrare il sole stesso come una mezzaluna.

L'evento non è frequente e per questo risulta ancora più suggestivo. Le previsioni raccontavano di una copertura del sole di circa il 60% dalle nostre parti, meno andando verso sud. Una condizione che ha provocato per circa un paio d'ore una luce innaturale su case e strade.

Ma l'aspetto più curioso è stato vedere in giro tante persone con il naso all'insù. Chi armato di occhiali scuri, chi di macchina fotografica con l'obiettivo coperto, chi addirittura con vecchie radiografie davanti agli occhi.

Scene che si sono viste da Reggio alla bassa, e dalla bassa alla montagna. Un po' tutti si sono concessi di lasciare le faccende quotidiane qualche minuto per uscire all'aperto e mettersi a guardare il cielo. Qualcuno, con più tempo a disposizione, ha scelto di andare a godersi lo spettacolo negli osservatori – come a Iano, a Cervarezza, a Castelnovo Sotto – dove attraverso l'adeguata strumentazione ha potuto vedere nitidamente l'effetto magico della luna sul sole.

Nel giro di due ore, l'effetto è finito. E il sole è tornato a splendere come ogni giorno. Allo stesso modo, binocoli e occhialini sono tornati nelle borse e nelle tasche.

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