Incidenti, la mappa dei punti più pericolosi
Il Comune punta sulle rotonde, più sicure degli incroci. Ecco i dati sul monitoraggio dei tratti cittadini. Meggiato: «Prepariamo il nuovo piano di sicurezza»
REGGIO EMILIA. «Rispetto agli incroci, le rotonde rappresentano uno dei migliori fattori di sicurezza». È a partire da questa considerazione che ad aprile prenderà il via l’iter per la realizzazione del nuovo Piano comunale sulla sicurezza stradale. Un documento che comincerà a prendere forma sulla base dell’analisi dei tratti urbani nei quali si è verificato il maggior numero di incidenti stradali, ridisegnando la viabilità cittadina.
Il cervellone dei sinistri. «All’interno del servizio Mobilità – , spiega il dirigente alle Politiche per la mobilità, Alessandro Meggiato – abbiamo un osservatorio sicurezza stradale, dotato di uno strumento di analisi, per realizzare una mappatura delle criticità. Un software che permette di dividere il territorio in cellette di cinquanta metri quadrati, ricostruendo la serie storica degli incidenti avvenuti a partire dal 2005».
Dove, come quando. Via Regina Elena, all’altezza di via XX Settembre e di viale Isonzo. Ma anche viale Umberto I, all’altezza di viale Murri. E poi viale Risorgimento, viale Magenta, via Filzi, via Che Guevara e la via Emilia. Sono questi alcuni luoghi nei quali si è verificato il maggior tasso di incidenti stradali in relazione al numero di auto in transito. «Non si tratta necessariamente di un numero elevato di incidenti in tutti i punti», aggiunge il dirigente comunale, illustrando una serie storica di dati che dimostra come i sinistri siano nettamente calati nel corso degli anni. Erano 1.246 nel 2005, sono diventati 849 nel 2013, con un trend costante. In calo anche i feriti (da 1.898 a 1.132), ma non le vittime della strada, dove invece i numeri oscillano fra il minimo storico dei cinque morti nel 2009 e il massimo dei 24 nel 2005, per un totale di 126 decessi in nove anni. Fra le analisi, anche i costi sociali e sanitari dei sinistri, che dal 2005 al 2011 hanno raggiunto la cifra complessiva di 802 milioni di euro.
Dimezzare gli scontri. «Gli obiettivi nazionali prevedono un dimezzamento degli incidenti, che qui a Reggio abbiamo già raggiunto – commenta Meggiato – Le rotonde, anche se non rappresentano l’unica soluzione, portano di certo maggiori sicurezza rispetto agli incroci». Attualmente, sono oltre cento le rotatorie presenti in città. Ed altre – risorse permettendo - potrebbero arrivare nell’immediato futuro.
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Svolte all’orizzonte. «L’analisi ci ha permesso di intervenire su viale Umberto I e a San Lazzaro, dove abbiamo ottenuto finanziamenti per un progetto sulla sicurezza che prevede la rotonda in viale Umberto I e la riqualificazione fino a via Codro, Un altro progetto è a San Lazzaro, dove c’è il parcheggio». Quanto agli altri punti critici sulla mappa, «in via Filzi abbiamo parlato anche con il comitato. Lì c’è poco traffico, anche se la situazione è critica. In via Puccini si è intervenuti questa estate, mentre in viale Magenta, all’altezza di via Calatafimi, bisogna pensare a qualche soluzione, anche se i numeri assoluti di incidenti anche lì sono bassi».
Gira tutto. E le nuove rotonde? «In piazza Lepanto è già prevista. E spero che entro l’anno si realizzi. Ci sono la progettazione e il finanziamento regionale. Un’altra rotatoria potrebbe essere tra via Lasagni e via Emilia, a Bagno. Anche tra via Melato e via Turri potrebbe essere fatta una rotonda. Ma sono tutti punti che saranno oggetto di una valutazione e di approfondimenti successivi, anche perché le risorse sono scarse».
Linee e curve. Più complicata, invece, la situazione di viale Isonzo e di via Regina Elena, che sono le due strade più a rischio: «Vanno prese e studiate nodo per nodo. Necessitano di una progettazione ad hoc». Non sempre, infatti, le rotatorie sono la soluzione migliore per risolvere i problemi relativi agli incidenti. E non si possono fare dappertutto, anche per ragioni di spazio. Su una strada piccola e con poco traffico non può ad esempio essere inserita una rotatoria che entra su una strada importante. Lì bisogna lavorare sui raggi di curvatura».
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