«Nuovo Isee, i disabili rischiano il sostegno»
Tota (Fand) spiega: «Ora l’invalidità percepita sarà considerata come un reddito»
REGGIO EMILIA. Non comporta soltanto l'allungamento dei tempi burocratici e la pretesa di esose commissioni da parte di alcune banche. Il nuovo Indicatore della situazione economica equivalente, in vigore dal primo gennaio in base alla legge 159 del 5 dicembre 2013, rischia di escludere dalle agevolazioni per asili, assistenza domiciliare, corsi di studio, maternità e famiglie numerose persone che prima ne usufruivano.
Si tratta dei disabili, che ora sono tenuti a dichiarare anche le somme percepite dall'Inps o dall'Inail per fare fronte alla loro condizione invalidante e quindi arrivano talora a superare i limiti di reddito oltre i quali il sostegno sociale è cancellato o drasticamente ridotto.
La denuncia viene da Vincenzo Tota, presidente della Fand, la federazione delle sette associazioni delle persone con disabilità, Anmil (mutilati e invalidi del lavoro), Anmic (mutilati e invalidi civili), Unione italiana ciechi e ipovedenti, Ente nazionale sordi, Unione degli infortunati per il servizio, associazione degli invalidi per incidenti stradali e associazione dei malati autistici.
«Il nuovo Isee - spiega - include fra i redditi le indennità di accompagnamento, che sono destinate a disabili gravi, soprattutto psichici, e le rendite per infortuni gravi sul lavoro, che sono indennizzi per le ridotte capacità lavorative».
Si calcola che nella nostra provincia siano 60mila, il 12% della popolazione, le persone con una disabilità più o meno marcata. Ottomila di esse sono iscritte alle associazioni della Fand. Tremila, avendo ottenuto il riconoscimento dell'inabilità totale, riscuotono l'indennità d'accompagnamento, che ora ammonta a 508,55 euro al mese. Circa quindicimila hanno diritto alle rendite (da poche centinaia a 1300 euro mensili) che l'Inail paga a chi ha subito un infortunio sul lavoro.
«Queste somme - obietta Tota - non venivano conteggiate nell'Isee perchè non sono redditi. Perciò chiediamo che siano escluse dalla dichiarazione. A tal fine abbiamo raccolto più di trecento firme in calce ad una petizione. Il Tar del Lazio s'è pronunciato a favore di un disabile, ma è in linea di principio che la legge 159 dovrebbe essere dichiarata illegittima». (l.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
