«Sistema», il pressing sui reggiani
Delrio, Bonaretti e Gandolfi nelle conversazioni dell’indagato Burchi
REGGIO EMILIA. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, il direttore generale di Palazzo Chigi, Mauro Bonaretti, e il parlamentare Pd, Paolo Gandolfi. Nomi reggiani nelle carte di Sistema, l’inchiesta della Procura di Firenze che ha portato all’arresto del super-dirigente del Ministero dei Lavori Pubblici (ora consulente esterno) Ercole Incalza, degli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo, e di Sandro Pacella, collaboratore di Incalza.
Nessun rilievo penale per Delrio, Bonaretti e Gandolfi, ma nelle carte dell’inchiesta i loro nomi spuntano nelle conversazioni intercettate di Giulio Burchi, ex presidente di Italferr indagato e conosciutissimo manager di Pavullo, a caccia di agganci proprio fra i reggiani per episodi che poi non si sono affatto concretizzati.
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Una bufera giudiziaria che diventa anche bufera politica. È Il Giornale a ricostruire la fitta trama di relazioni che stava cercando di tessere Burchi, che al telefono con un ingegnere Anas e con Giovanni Gasparri si professa amico di Delrio, lanciando strali contro Incalza. È il febbraio del 2014: «Vediamo, vediamo, adesso se il mio amico Graziano Delrio rimane lì sottosegretario, gli vado poi a raccontare tutto perché lui è un (inc.) se dio vuole!». Ad aprile Burchi vuole un contatto con Palazzo Chigi. E chiama anche l’ex assessore comunale, Mauro Del Bue, cercando un appoggio vicino a Delrio. Gli chiede informazioni su Nencini, sottosegretario Psi e suo compagno di partito. E poi gli domanda se, per arrivare ad avere contatti con Palazzo Chigi, sia il caso di puntare su Paolo Gandolfi. «Ma lascia stare, lui è con Civati contro Renzi», gli risponde Del Bue. Il 26 marzo, sempre il modenese Burchi parlava con Cinzia Gelati, responsabile dei rapporti con la stampa della società Metropolitana Milanese Spa. Un episodio che riferisce Il Tempo. È una telefonata in cui i reggiani tornano argomento di conversazione. Non solo Delrio. Ma anche Bonaretti. Nella telefonata si parla dei rapporti di Delrio e Renzi.
Gelati chiede a Burchi chi sia Raffaele Tiscar: «Era uno che era in Compagnia delle Opere... fiorentino... assessore a Firenze... – risponde Burchi – Adesso è vicesegretario generale a Palazzo Chigi... l’hanno messo a fare il vice di Bonaretti perché Renzi vuol far fuori Delrio e Bonaretti». La conversazione continua con Gelati che risponde: «È quello lì di Reggio Emilia... Bonaretti». Al che Burchi aggiunge: «Sì...un cretino». Poi aggiunge «Un cretino assoluto».
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