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Fusione Comuni, il referendum si farà il 31 maggio

Busana, i sindaci del crinale replicano ad Ilio Franchi: «Hai letto male, i contributi saranno 8 milioni»

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BUSANA. «Franchi ha compiuto valutazioni errate sui conti». Rispondono così, riassumendo, in una nota congiunta i sindaci di Busana, Daniela Pedrini, Ligonchio, Giorgio Pregheffi, Collagna, Paolo Bargiacchi, e Ramiseto, Martino Dolci, all’ex sindaco ed oggi capogruppo di minoranza a Ligonchio Ilio Franchi, che aveva denunciato una forte decurtazione nei fondi destinati dallo Stato ai Comuni che scelgono di fondersi.

Ma non si limitano a questo: annunciano infatti anche la data ufficiale in cui la popolazione di tutti e quattro i Comuni sarà chiamata al referendum consultivo sulla fusione: il prossimo 31 maggio.

«Il referendum – spiega infatti la nota – si terrà domenica 31 maggio e si voterà dalle 7 alle 23. E’ un’informazione questa ufficiale e incontrovertibile che forniamo, e non una deformazione come la nota diffusa da Franchi nei giorni scorsi, ove si dice testualmente che le “sovvenzioni previste sono state decurtate e lo saranno ancora nei prossimi anni” e, più avanti, il taglio “è di oltre due milioni di mezzo”.

Il decreto su cui fonda questa affermazione è il Decreto del Ministro dell’Interno del 21 gennaio scorso, ma il consigliere ligonchiese che, lo vogliamo ricordare, tempo fa ebbe a dire in una pubblica assemblea “Chi non crede nella fusione è miope”, non si è premurato di verificare, come abbiamo fatto puntualmente noi. Ammettiamo che il contenuto del decreto citato potesse ingenerare qualche dubbio, ma è dovere di un amministratore fare chiarezza. Ebbene da fonti ministeriali arriva la conferma che il contributo statale è di 403 mila euro annuali e il limite massimo di 1,5 milioni di euro è riferito al contributo annuale per ogni singola fusione, e non al cumulo dei 10 anni».

Proseguono i quattro sindaci: «Se al suddetto contributo statale aggiungiamo il contributo regionale complessivo di oltre 4 milioni e 300 mila euro, otteniamo la quota totale, che confermiamo, è di oltre 8 milioni di euro in quindici anni, e questa disponibilità finanziaria offre importanti opportunità sia per dare vita a nuovi progetti sia per rispondere puntualmente alle esigenze dei cittadini. Senza la fusione, sarebbe difficile mantenere una pressione fiscale “leggera”, la più leggera tra tutti Comuni della Provincia, e garantire i servizi in modo efficace».

Ed aggiungono: «Oltre a confermare l’entità dei contributi, vanno anche evidenziati gli altri fattori che spingono ad andare avanti su questa strada: l’esenzione per 5 anni dal patto di stabilità, vera e propria spada di Damocle che incide sull’operatività dei Comuni, e la priorità sui bandi regionali ed europei per il finanziamento di progetti, elementi introdotti da normative recenti.

"Il nuovo Ente inoltre avrebbe sicuramente un peso ed un’autorevolezza maggiore nella elaborazione dell’agenda politica della montagna, visto che con 257 km/quadrati di superficie sarebbe per estensione il primo in Provincia e il sesto in Regione, e avrebbe un’identità nuova, più larga, efficiente e competitiva con la possibilità di costruire progetti ambiziosi incentrati sulle potenzialità ed eccellenze del territorio: turismo, ambiente, sviluppo e sfruttamento delle energie rinnovabili e delle risorse naturali.

"La riduzione dei costi della politica trova una concretizzazione certa nella fusione: un sindaco e non quattro Sindaci, 12 consiglieri comunali anziché 40, quattro assessori anziché dieci e nessun organo aggiuntivo dell’Unione del crinale. La permanenza dei Municipi, punto cardine del progetto di fusione – concludono i quattro sindaci nel loro comunicato – va intesa poi non solo come sede di servizi ma anche come base logistica degli organi di rappresentanza dei territori di origine, anch’essi eletti a suffragio universale diretto.

"L’esperienza di 15 anni di Unione, che ha consentito la gestione associata fra l’altro dei servizi sociali, della polizia municipale, del servizio tributi, degli appalti, delle attività di promozione turistica, è stata positiva e ci ha fatto pensare che una volta chiuso questo capitolo per effetto del riordino territoriale attuato dalla Regione, la fusione fosse quasi uno sbocco naturale per continuare a pensare ed agire ad una sola voce». (l.t.)

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