«Piloterò gli aerei della Ryanair»
Il reggiano Matteo Pinetti, 22 anni, è cresciuto alla Top Gun School: «Volare è da sempre il mio sogno»
REGGIO EMILIA. «Amo volare. Fosse per me, starei sempre in aria». Qual è il problema? Matteo Pinetti, reggiano doc, a 12 anni giocava con i simulatori di volo. A 15, ha spiccato il primo volo per davvero. Aveva appena compiuto 16 anni e si è preso l’attestato Vds per pilotare gli ultraleggeri. E ora, che ne ha 22, è pronto per la Ryanair. Domenica volerà a Londra: ad attenderlo, un paio di mesi d’addestramento in Inghilterra e in Olanda. «Finalmente - sorride Pinetti – il sogno sta diventando realtà».
Idee chiare fin da piccolo, a quanto pare...
«Ai carri armati ho sempre preferito gli aerei. E quando a 15 anni, in via dell’Aeronautica, ho fatto il mio primo volo, ricordo ancora che appena risalito in auto a mia madre ho chiesto: quando posso rifarlo? Non per niente avevo appena compiuto 16 anni, l’età minima richiesta, e alla Top Gun School ho preso l’attestato per pilotare gli ultraleggeri. Ero il più giovane».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11096925:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11096925:1649486141/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
I suoi genitori l’hanno sempre assecondata?
«Mio padre è agente di commercio, mia madre impiegata. La mia passione non è sicuramente nata in casa, anche se mi hanno raccontato che il nonno paterno amava nel tempo libero andare al Campovolo per vedere gli aerei alzarsi in volo... Chissà. Sicuramente la mamma non è mai stata troppo contenta, anche perché ha il terrore di volare. Ora se n’è fatta una ragione. Qualche giretto gliel’ho anche fatto fare, ma al massimo dopo cinque minuti devo atterrare perché la vedo troppo spaventata».
E mentre aspettava di diventare abbastanza grande per fare il pilota, cos’ha fatto?
«Ho frequentato l’Iti e mi sono diplomato perito elettrotecnico. Nel frattempo ho continuato a frequentare la Top Gun School e, quando ho avuto l’età, mi sono trasferito a Forlì un paio di anni dove ho frequentato “Professione volare”: ero determinato a trasformare la mia passione in un lavoro».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11103250:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/dal-campovolo-agli-aerei-ryanair/41283/41375]]
Ma alla Ryanair com’è arrivato?
«Nell’ottobre scorso sono andato a Dublino dove ho sostenuto un colloquio e delle prove pratiche. Dopo qualche giorno mi è arrivata una mail da Ryanair nella quale mi veniva annunciato che ero stato ammesso all’addestramento. Confesso che quella mail l’ho letta parecchie volte prima di rendermi conto che non era un sogno. E adesso è arrivato il momento. Domenica partirò per Londra. Mi aspettano due mesi di addestramento intensivo, e non vedo l’ora».
Perché è così bello volare?
«Io starei sempre lassù. L’ho capito dal primo volo che quella era la mia strada. Quando sono in cielo riesco a lasciarmi alle spalle qualsiasi cosa, i problemi non esistono più. Mi godo il panorama e mi concentro su ciò che devo fare. E’ una sensazione di assoluta libertà».
Un pilota non deve sentire troppo la mancanza di casa...
«Anche questo non è un ostacolo. Ho sempre amato viaggiare e vedere posti nuovi. Poter girare il mondo non rappresenta certo un problema...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
