Tutti in fila per ammirare il mosaico
OLtre al “tappeto di pietra” romano accolto dal museo diocesano, porte aperte anche a Palazzo Scaruffi in via Crispi
REGGIO EMILIA. Sono iniziate con il botto, ieri mattina in città, le giornate Fai di primavera. Gente in coda - ma senza lamentarsi - per ammirare i due luoghi prescelti: il museo diocesano dov'è accolto lo splendido mosaico romano rinvenuto nella cattedrale, e lo storico palazzo Scaruffi di via Crispi, sede di rappresentanza della Camera di commercio reggiana. Il capo delegazione Fai, l'architetto Lorenzo Ferretti Garsi, ha attivato due postazioni d'accesso avvalendosi di una ventina di volontari e decine di apprendisti ciceroni, studenti di varie scuole. Aspiranti guide del liceo Moro, del liceo Ariosto, dell’Istituto Chierici e del liceo Europeo hanno illustrato agli ospiti con dovizie di particolari e non solo in lingua italiana, i due tesori. All'ingresso del museo diocesano anche un breve filmato illustrativo. La processione dei visitatori si è snodata ininterrottamente dalle 10 alle 12.30 per riprendere nel pomeriggio dalle 15 alle 17.30. Oggi ci sarà il bis con identici orari.
«Sono occasioni felici - annotava Ferretti Garsi - per valorizzare i nostri patrimoni e interessare i giovani».
Cosa c'è da ammirare? Nel museo di via Vittorio Veneto un ampio pavimento musivo del IV secolo d.C. di 25 metri quadrati. Un "tappeto di pietra" riconosciuto fra i più belli del Nord Italia del periodo tardo romano con decorazione policroma complessa di notevole qualità. A Palazzo Scaruffi si riconoscono invece i segni di una antica dimora patrizia della seconda metà del Quattrocento. Notevoli gli abbellimenti effettuati nei due secoli successivi fra i quali la rappresentazione della favola di Amore e Psiche narrata nelle Metamorfosi di Apuleio. (l.v.)
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