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Ammortizzatori, le banche anticipano i soldi a 30mila lavoratori

Ammortizzatori, le banche anticipano i soldi a 30mila lavoratori

Siglato in Regione il 'Protocollo quadro' sul sostegno al reddito dei lavoratori di aziende in difficoltà con gli  istituti bancari, i sindacati e gli imprenditori

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REGGIO EMILIA  I lavoratori delle aziende in crisi dell’Emilia-Romagna non dovranno più aspettare mesi per avere gli ammortizzatori sociali che spettano loro. Sindacati, associazioni d'impresa e circa una dozzina di istituti di credito (più l’Abi) hanno siglato a Bologna l'intesa con la regione che va a sostituire gli accordi su scala provinciale firmati in questi anni per l'anticipo della cassa integrazione. Il protocollo quadro è valido un anno, fino al 31 dicembre 2015, e prevede appunto da parte delle banche l'apertura di conti correnti (a costi e tassi d'interessi zero) dedicati al sostegno al reddito dei dipendenti di aziende in crisi.

La regione stima che dovrebbero essere interessate circa 30.000 persone. Sarà garantito un assegno mensile da 700 euro per un massimo di nove mesi per chi è in cassa integrazione straordinaria, per un massimo di tre mensilità invece per la cigs in deroga e per la cassa integrazione ordinaria (quest'ultima non era compresa negli accordi provinciali).

L’accordo, afferma Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive, è frutto di un «lavoro serrato e supera i precedenti accordi provinciali, che erano scaduti ovunque ma che sono stati una misura fondamentale a partire dal 2008, perché hanno assicurato alle famiglie di vivere in maniera dignitosa». Rispetto agli anni scorsi, spiega Costi, si è allargato alla cassa integrazione ordinaria ed è stata ampliata anche la platea delle banche. Inoltre, «l'accordo è stato uniformato e reso un po’ più semplice anche per gli istituti di credito».

L’obiettivo di arrivare a un’intesa regionale era già stato «deciso nella precedente legislatura», sottolinea Costi. Luca Lorenzi, responsabile centro nord di Unicredit, conferma: «Era quasi due anni e mezzo che cercavamo di fare un accordo regionale, invece che nove diversi. Prima era un disastro. Con questo accordo facciamo un passo avanti anche rispetto all'accordo nazionale».

L’anno scorso in Emilia-Romagna sono state autorizzate quasi 84,5 milioni di ore di cassa integrazione. Per il governatore Stefano Bonaccini, è un accordo «che prova a lenire il disagio e ad accorciare i tempi dell'attesa». Come regione, ricorda il presidente, «vogliamo arrivare a scrivere patto per il lavoro, incrociando la ripresa che c'è davvero, nei numeri e sui territori».

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