Luoghi di culto, giro di vite del Comune
Agli uffici urbanistici la verifica dell’idoneità su 32 associazioni religiose. L’assessore Foracchia: «È un percorso condiviso»
REGGIO EMILIA. L’obiettivo dichiarato è quello di dar loro una «dignità urbanistica». Ma il censimento sui luoghi di culto presenti in città, avviato ormai da quasi sei mesi dall’amministrazione comunale, entra ora in una nuova e delicata fase. Negli uffici urbanistici del Comune, infatti, sono arrivati questionari e documenti riguardanti trentadue associazioni presenti a Reggio, che si riuniscono in diversi luoghi della città per svolgere riti e momenti di preghiera, in maniera non sempre ufficiale.
Non solo associazioni di fede musulmana. Ma anche chiese evangeliche, ortodosse o riguardanti altre religioni. Agli uffici comunali, ora spetta il compito di individuare i luoghi idonei da quelli non conformi per svolgere le funzioni. «Abbiamo realizzato una mappatura delle associazioni e le abbiamo incontrate tutte – spiega l’assessore alla Città internazionale, Serena Foracchia – È stata un’attività mai svolta prima. Alcune comunità sono state diffidenti, ma solo una piccola quota. La maggior parte, invece, si è dimostrata contenta di entrare in contatto con l’amministrazione».
Nell’elenco consegnato agli uffici urbanistici, compaiono le tre moschee cittadine, che rispondono a tre diverse associazioni: il Centro islamico - Moschea di Reggio Emilia di via Monari, il Circolo sociale culturale comunità islamica di via Gioia e l’Associazione comunità islamica reggiana di via Piccard.
Diciassette invece le associazioni di religione evangelica. Si va dalla chiesa evangelica internazionale “The Latter Glory Ministries International” all’associazione “Shalom”, dalle “Assemblee di Dio in Italia” alle chiese “Dei fratelli” o “Filadelfia”, passando per l’assemblea di Dio Missionaria Conamad, la Chinese Church, la Nuova Shekinah Cemiad, la chiesa cristiana evangelica Zoe Pentecostal Mission e la chiesa Sinta.
«Si tratta di associazioni che fanno attività di sostegno alle famiglie, che svolgono funzioni importanti nella cura dei bambini, nella distribuzione del cibo o nella promozione culturale – aggiunge Foracchia – È un errore non mapparli e non riconoscere il loro lavoro all’interno della nostra comunità cittadina».
Per quanto riguarda il culto ortodosso, sono soprattutto le chiese cattoliche ad ospitare le funzioni, in determinati giorni della settimana. Così la comunità ucraina è ospitata a San Giorgio in Reggio, quella copta egiziana nella chiesa di San Domenico. In totale, nel censimento, per i riti ortodossi sono entrate sei comunità, cui si aggiungono altre cinque associazioni che invece riguardano altri culti.
Dall’associazione dei Testimoni di Geova alla chiesa mormona di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, fino all’Assemblea spirituale locale dei Baha’i Italia (seguaci di Bahá’u’lláh) e al The Gideons International, meglio conosciuti come “Gedeoni”, gruppo di imprenditori cristiani laici che diffondono il vangelo nel mondo.
«Sono associazioni che non svolgono soltanto attività di culto – spiega ancora Foracchia – ma la seconda fase di questo censimento stabilirà dove si potranno svolgere e dove non si potranno svolgere funzioni». I risultati del censimento arriveranno entro un mese. All’esame dei tecnici urbanistici, che hanno ricevuto questionari compilati dalle diverse associazioni, ci saranno principalmente le prescrizioni di sicurezza, basate sugli orari delle funzioni, sul numero dei partecipanti, sulla frequenza dei riti.
«Cerimonie religiose vengono svolte in tutti questi luoghi, ma la questione è capire se le funzioni siano o meno prevalenti, entrando quindi nel campo delle destinazioni d’uso – conclude Foracchia – Credo che la maggior parte delle associazioni sia in regola. In caso contrario, l’associazione verrà informata che non potrà svolgere funzioni. Tutto sarà svolto in un clima di piena collaborazione con l’amministrazione. È un percorso trasparente, e le stesse associazioni vogliono stare in un percorso chiaro e definito».
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