Lite tra Masini e Scarpino all’evento antimafia
L’ex presidente: «Additata dai tesserati Pd perché sono contro i viaggi elettorali a Cutro»
REGGIO EMILIA. L’ex presidente della provincia di Reggio Emilia, Sonia Masini, torna all'attacco del suo partito. Per farlo sceglie il microfono del programma «Klauscondicio» di Klaus Davi, durante la quale afferma: «Sono stata recentemente intimidita e aggredita verbalmente da esponenti locali del mio partito e da un consigliere comunale in assemblee pubbliche per essermi rifiutata di andare a Cutro. Mi hanno invitata ad andarci alla prossima occasione. Alle mie rimostranze, motivate anche con le indagini della magistratura, mi è stato detto “tu a Cutro ci devi tornare alla prossima processione”». Il consigliere in questione, ci spiega Masini raggiunta al telefono, è Salvatore Scarpino, rappresentante della comunità cutrese in consiglio comunale per il terzo mandato - grazie alla deroga concessa dall’amministrazione - anche lui ospite al circolo 4 del Pd a Belvedere. «Confermo quanto dichiarato - dice l’ex presidente - Era un’assemblea promossa dal Pd, c’erano anche il segretario provinciale Costa e quello cittadino. È stato ripreso tutto il tema dell’operazione Aemilia e dei viaggi a Cutro che, come dissi nell’interrogatorio del 2012 alla Dia, non avevo fatto perché non ritengo giusto cercare voti giù. Molto dei presenti erano cutresi e alcuni mi hanno interrotta più volte quando ho deciso di prendere la parola. Lo stesso Scarpino mi ha richiamata per la mia posizione sui viaggi a Cutro: ha detto che ne sta organizzando un altro per il 2016 e che ci dovrei andare anche io. Ho trovato il tutto molto sgradevole». Masini lancia strali contro il suo partito. Più che sul versante antimafia su quello politico diretto ai vertici del Pd, del quale conserva la tessera nonostante l’estromissione dalle liste per le europee e per le regionali. Un affronto per Masini, che cambia anche registro sull’antimafia, rincarando la dose a ogni spron battuto. Lei, che aveva detto che Reggio «aveva gli anticorpi». «Lo avevo detto per difendere Reggio - dice - ma non so se lo farei più dopo Aemilia». (e.l.t.)
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