Gazzetta di Reggio

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«Lusetti non ha diffamato nè Alessandri nè Parma»

di Tiziano Soresina
«Lusetti non ha diffamato nè Alessandri nè Parma»

Rimborsi-spese: assolto l’ex segretario per i dubbi che aveva sollevato nel 2010 Anche il pm chiede l’assoluzione. La difesa: «Esercitò un diritto di critica politica»

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REGGIO EMILIA. Marco Lusetti cinque anni fa non diffamò nè Angelo Alessandri (ai tempi deputato e segretario della Lega Nord Emilia) nè Maurizio Parma (in quel periodo consigliere regionale leghista). L’ha deciso ieri, in pochi minuti, il giudice Dario De Luca assolvendo “perché il fatto non costituisce reato” il guastallese 41enne che – nel periodo al centro del processo – era stato espulso dal Carroccio ( perdendo in un sol colpo il posto nella segreteria amministrativa federale leghista ma anche la carica di vicesindaco a Guastalla) ed aveva avviato un’aspra controffensiva nei confronti del suo ormai ex partito. Una sentenza arrivata dopo un’ora d’intenso dibattimento, ma alla presenza dei soli addetti ai lavori, neanche l’ombra infatti di Lusetti e di Parma (l’unico, alla fine, costituitosi parte civile). L'accusa di diffamazione ruota attorno ad una conferenza-stampa organizzata da Lusetti a fine 2010, in cui aveva diffuso il contenuto di una telefonata che aveva registrato fra lui e Alessandri per dimostrare che l'allora onorevole volesse "coprire" una storia di rimborsi-spese gonfiati se non fasulli riferibili a Parma. Rimborsi-spese - complessivamente per quasi 8mila euro - che secondo Lusetti nascondevano altro. Quattro le fatture contestate da Lusetti a Parma: una relativa ad un incontro con amministratori friulani e lombardi (mentre sarebbe andato solo a Pontida); una seconda legata a trasferte a Venezia e Treviso nel settembre 2007 (sarebbe invece andato a Montebelluna, paese d'origine della moglie); una terza legata all'utilizzo della sala congressi Expo a Piacenza per un convegno (la data è il Santo Stefano 2006, ritenuta improbabile); infine una cena tenutasi a Piacenza alla presenza del leader Umberto Bossi (che invece sarebbe stata pagata dagli ospiti).

E che ieri tirasse aria di assoluzione lo si è capito subito dalla requisitoria del pm Manuela Mulas: «Lusetti ha esercitato semplicemente il suo diritto di critica politica – ha rimarcato il rappresentante dell’accusa, motivando la richiesta, a sorpresa, di assoluzione – non violando i quattro punti strutturali previsti in quest’ambito dalla Cassazione». Secondo il pm quanto esposto in quell’ormai famosa conferenza-stampa dal guastallese era d’interesse sociale («Riguardava un partito politico»), d’attualità («Sul problema rimborsi-spesa alla Lega Nord era già uscita un’inchiesta giornalistica ed un servizio televisivo»), il linguaggio usato era stato contenuto («Non c’è prova che Lusetti avesse trasceso davanti ai cronisti») e la verità del fatto è fuori discussione («Lusetti aveva espresso dei dubbi su quelle fatture e poi a Bologna scatterà un’inchiesta sulla legittimità dei rimborsi-spese presentati dai politici nei confronti della Regione»). Sulla stessa lunghezza d’onda l’avvocato difensore Erica Romani: «Alessandri sapeva che c’erano dei dubbi su quei rimborsi-spese perché già sollevati da Lusetti in due consigli direttivi. Il mio assistito aveva posto poi all’attenzione della stampa i dubbi sui rimborsi a Parma perché non aveva ricevuto nessuna risposta dal partito. Ha esercitato un diritto di critica politica, poi s’è visto che inchieste sono scattate sul tema, anche in ambito nazionale...». Tesi a cui si è contrapposto l’avvocato di parte civile Gianmarco Braini, chiedendo un risarcimento-danni di 250mila euro per Parma. Ma il giudice è stato di diverso avviso.

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