Primo cittadino per dieci anni dirigeva la filiale Unicredit
VILLA MINOZZO. Una passione che lo accompagnava sin da giovane. Felicino Magnani ha sempre unito la politica all’attività professionale, avviata in banca dopo il diploma di ragioneria a Castelnovo...
VILLA MINOZZO. Una passione che lo accompagnava sin da giovane. Felicino Magnani ha sempre unito la politica all’attività professionale, avviata in banca dopo il diploma di ragioneria a Castelnovo Monti, all’istituto Cattaneo.
Cattolico, era entrato nella Democrazia Cristiana per poi passare, dopo lo scioglimento della “balena bianca”, nel Partito Popolare e poi nella Margherita. Poco più che 30enne, era stato scelto come candidato sindaco di Villa Minozzo alla metà degli anni ’90 dall’allora centro-sinistra, che univa la Margherita ai Ds eredi del Pci.
Nel 1996 era stato eletto primo cittadino, prendendo il posto di Paolo Bargiacchi, e nel 2001 era stato riconfermato, sempre appoggiato dal centro-sinistra. Nel suo secondo incarico era stato designato anche come vicepresidente della Comunità montana, all’epoca retta da un Ds, nel consueto bilanciamento con la Margherita. Nel 2006, al termine dei due mandati, non era più candidabile, nonostante all’epoca l’ipotesi fosse stata esplorata, per capire se la normativa fosse applicabile. Così non era stato, e Magnani era stato sostituito dall’attuale primo cittadino Luigi Fiocchi, sostenuto dal centro-sinistra e poi sfiduciato nel 2008; nel 2009 lo stesso Fiocchi si è ripresentato alle elezioni con una lista civica, con cui ha vinto ed è stato riconfermato nel 2014.
Dopo la pausa nei dieci anni da sindaco, Magnani aveva ripreso la propria professione di bancario, sempre all’Unicredit, ripartendo dalla filiale di Cerredolo di Toano. Da alcuni anni era diventato responsabile dell’istituto per una buona fetta del crinale appenninico, gestendo le sedi di Busana e di Ramiseto. Non aveva comunque mai abbandonato la politica, aderendo dal primo momento al Pd e diventando, nel 2012, il segretario comunale del partito, scelto come nome di “pacificazione” in un momento turbolento del circolo di Villa Minozzo. Nel 2014, quando erano iniziate le grandi manovre in vista delle comunali di maggio, il suo nome era uscito come uno dei possibili candidati del Pd per sfidare Fiocchi, ma dopo mesi di tensioni e discussioni aveva rinunciato all’idea di presentarsi alle primarie, dimettendosi anche dal ruolo di segretario e abbandonando la partita elettorale.
Il centro-sinistra alla fine aveva trovato un accordo sulla figura di Lucia Manicardi. (adr.ar.)
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