«La qualità della vita è aumentata del 10%»
L’assessora Maramotti cita uno studio co-finanziato dalla Regione: «Abbiamo fatto un buon lavoro»
REGGIO EMILIA. Perché scegliere di andare in centro storico? Cosa piace e cosa invece va migliorato nell'offerta del centro? A queste due domande cercano di dare una risposta le indagini effettuate nel corso del 2013 e del 2014 nell’ambito del Progetto di valorizzazione e gestione condivisa del Centro storico, co-finanziato dalla Regione. Tra i tanti risultati alcuni danno un’idea del lavoro che è stato svolto: migliora la percezione sulla qualità della vita e sulla facilità di accesso. Restano invece invariati i giudizi sui parcheggi, il trasporto pubblico e l’ambiente urbano.
Le risposte arrivano dagli operatori e dai frequentatori, “intervistati” dai Centri di assistenza tecnica di Confesercenti e Confcommercio.
«La lettura di questi dati ci conforta rispetto alla scelta fatta di una gestione condivisa delle politiche sul centro storico – commenta l’assessora alla Città storica, Natalia Maramotti – oggi ci accingiamo a fare un passo ulteriore nella governance del centro, e abbiamo bisogno di capire cosa gli operatori e i frequentatori pensano di ciò che viene loro offerto. Ci sono margini di miglioramento, siamo consapevoli, ma siamo anche convinti che quella imboccata sia la strada giusta per dare ulteriormente vita al centro. I segnali ci sono, questi dati ce lo confermano, ora non ci resta che coglierne i significati e gli stimoli per proseguire nel nostro lavoro». Il quadro completo dei risultati verrà presentato domani, alle 15.30 nella sala conferenze di palazzo Renata Fonte (ex tribunale) nel corso di un incontro pubblico che ha come obiettivo quello di restituire quanto emerso dalle due ricerche e presentare il nuovo progetto che interessa il 2015 e il 2016. Un dato positivo che emerge è quello relativo all’attrattiva dei negozi. Si viene in centro principalmente per due ragioni: tempo libero e acquisti, quest’ultimo dato passa dal 24 al 34%. Restano invece pressoché invariati i dati sull’evasione.
Si va in altri centri a fare spesa: la scelta cade su città come Bologna, Modena, ma anche Milano. Parma, in testa in questa classifica, perde però 8 punti percentuali, con Milano che invece cresce: l'alta velocità influisce su questo dato. Interessanti sono anche i dati che sui flussi pedonali registrati nel il 2014 attraverso i sistemi di rilevazione collocati sulle tre arterie della città: via Farini, via Emilia Santo Stefano e via Emilia San Pietro.
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