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Torna Camer ma per Marchetti "sarà l’ultima volta a Reggio"

Torna Camer ma per Marchetti "sarà l’ultima volta a Reggio"

Il presidente della manifestazione incredulo sul futuro della Fiera: «Spero in un miracolo»

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REGGIO EMILIA. «Entro una quarantina giorni dovremo decidere che cosa fare e dove andarcene per i prossimi anni e comunque non sarà una scelta indolore. Perché non sappiamo cosa troveremo in altre città, né cosa ci porteremo dietro, perché ogni fiera e il suo successo non sono scollegati dal territorio in cui si svolge».

Il presidente di Camer Gianni Marchetti non ha nascosto ieri, in occasione della presentazione della 35esima edizione della manifestazione che ogni anno porta a Reggio oltre 30mila visitatori, che quasi sicuramente sarà anche l’ultima che si terrà alle Fiere di Mancasale. Ma nelle parole di Marchetti c’erano soprattutto tanta amarezza e la rabbia «di un reggiano nato in piazza Fontanesi che vede la città impoverirsi», come sottolinea, nel doverla abbandonare forzatamente.

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Un sentimento che ha sintetizzato con un «sono stupito, basito e incredulo dell’indifferenza con cui i nostri amministratori valutano il futuro dell’Ente Fiera. Noi assieme ad altre tre manifestazioni come la rassegna ornitologica, la mostra canina e il salone del cavallo, in un momento di crisi come questo rappresentiamo un’occasione importante per il nostro territorio e se non potremo più farle a Reggio, sarà un reale danno per l’economia della nostra provincia».

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Poi Gianni Marchetti snocciola una serie di dati legati all’affluenza registrata nelle diverse manifestazioni che si tengono nei padiglioni dell’ Ente fiere di Mancasale per dimostrare che la scomparsa di una kermesse diventa automaticamente un colpo per l’intera filiera che vi ruota attorno.

«Dai ristoranti, agli alberghi, ma anche agli artigiani che si occupano della montaggio degli stand. Quell’indotto che, se emigreremo in altri, città non è detto che potremo portare con noi», dice Marchetti. «Ora pensiamo a fare bene questa manifestazione. Di certo lasciare quest’area adesso che c’è anche la stazione Mediopadana è davvero un peccato. Io sto ancora sperando in un miracolo prima di dover abbandonare la mia città». (r.f.)

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