Vecchi sfida lo Stato e trascrive il primo matrimonio gay a Reggio
Dopo i tentannamenti e la battaglia intrapresa dall'Arcigay in città, il sindaco ha trascritto oggi i matrimoni celebrati all'estero di due coppie omosessuali: "Ma si tratta di una trascrizione meramente ricognitiva"
REGGIO EMILIA La trascrizione delle nozze gay contratte all'estero nel registro comunale dei matrimoni, a
Reggio Emilia è una realtà. Questa mattina il sindaco luca vecchi ha infatti proceduto ad inserire nell'elenco i nomi di due coppie di «spose».
Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ha trascritto nella mattinata di oggi i matrimoni celebrati all'estero di due coppie omosessuali. Fra di loro, Maria Emanuela Lanzerotti e Conchita Nicolao che, sposate a Faro (Portogallo) nel 2013, sono state accompagnate in Comune dai parenti, da amici e dai vertici di Arcigay Reggio Emilia.
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"Arcigay Reggio Emilia saluta con gioia la decisione del sindaco Luca Vecchi di aver ascoltato la volontà della città - dice Alberto Nicolini dell'Arcigay Giocond di Reggio Emilia - che più volte si è espressa con migliaia di firme a favore del riconoscimento dei matrimoni omosessuali contratti all'Estero. Ci teniamo in particolare a ringraziare le due coppie che con noi hanno lottato a favore di questo passo nella direzione dell'uguaglianza, anche a nome di coloro che non possono permettersi di andare all'estero o di celebrare apertamente il proprio amore per timore di ritorsioni"
E ancora: "Arcigay rimane a disposizione di coloro che vogliono intraprendere questo passo e ringrazia calorosamente il Sindaco Luca Vecchi per una decisione che lo pone dal lato giusto della Storia. Reggio Emilia che si dimostra una vera città delle persone, e le decine di attivisti che hanno investito il loro tempo con noi. E' stata una bellissima cerimonia che ci ha commosso, all'insegna della battaglia: Lo stesso amore - gli stessi diritti".
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Nella sua direttiva il sindaco ricorda che “alcuni cittadini e cittadine di Reggio Emilia hanno avanzato al Comune richiesta di trascrizione di matrimoni celebrati fra persone del medesimo sesso, presso autorità di Paesi esteri nei quali il matrimonio fra persone dello stesso sesso è riconosciuto e regolamentato. In Italia è presente da tempo un dibattito, prima di natura socio-culturale ed in seguito più specificamente giuridico, sul riconoscimento dei medesimi diritti che l'ordinamento nazionale riconosce ai cittadini che contraggono matrimonio secondo le norme previste dal vigente codice civile alle coppie formate da persone dello stesso sesso”.
Vecchi fa poi riferimento alla sentenza n. 138 del 2010 della Corte Costituzionale, che riafferma il diritto "al libero sviluppo della persona nella vita di relazione" e all'Unione Europea che ha emanato normative che tendono all'equiparazione tra unioni omosessuali ed eterosessuali.
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La trascrizione avvenuta oggi - spiegano dal Comune tramite una nota - è di forma meramente ricognitiva di provvedimenti stranieri, laddove dispone che su richiesta di cittadini stranieri possono essere trascritti atti dello stato civile che li riguardano formati all'estero: tali trascrizioni consistono nella mera riproduzione dell'atto, che non dà luogo a certificazione ma al semplice rilascio di copia integrale.
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“Il Comune di Reggio Emilia ha già adottato, nell'istituire il registro delle unioni civili, uno strumento che riconosce pubblicamente l'esistenza di rapporti che hanno esistenza materiale nella comunità cittadina ma non sono allo stato attuale regolati da apposite normative – ricorda ancora la direttiva - Analoga soluzione si vuole dare all'interesse espresso da coppie omosessuali di rendere pubblico il proprio rapporto coniugale costituito all'estero, per la finalità di manifestarlo come rapporto esistente nella realtà fattuale, per quanto non produttivo di effetti, e ciò mediante la trascrizione dell'atto di matrimonio nei registri dello stato civile, cui deve essere attribuita efficacia meramente ricognitiva”.
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