Braccialetto elettronico per Matteo Montruccoli
Quattro Castella: il Riesame considera il 39enne una persona pericolosa. Obbligo di firma, invece, per l’ex fidanzata. I due assassini non si trovano
QUATTRO CASTELLA. I due assassini albanesi di Marco Montruccoli ancora non si trovano – sarebbero fuggiti all’estero – mentre “qualcosa” è accaduto per le altre due persone ritenute coinvolte indirettamente in questa brutta vicenda – accaduta la sera del 2 febbraio scorso – dal movente legato secondo gli investigatori allo spaccio di stupefacenti. Stiamo parlando di Matteo Montruccoli e Silvia Raso, finiti nei guai per tre chili di droga (fra cocaina e marijuana).
Il Riesame ha mantenuto agli arresti domiciliari il 39enne Montruccoli (scampato all’agguato nella sua casa delle Forche), ma con la prescrizione più restrittiva del braccialetto elettronico, oltre al divieto di comunicazione con persone estranee al difensore e chi vive in casa con lui.
Ha pesato, su questa nuova decisione, il fatto che il 39enne sia stato trovato in possesso di una pistola (rinvenuta dai carabinieri nel giardino) ed è quindi considerato una persona pericolosa. Anche al Riesame l’avvocato difensore Federico Bertani ha documentato, con una serie di certificati medici, le condizioni fisiche precarie del suo assistito che, oltre ad essere stato ferito con due fendenti all'addome e al torace e operato d'urgenza la sera del delitto, è affetto da altre patologie. Condizioni che per la difesa non sono compatibili con il carcere. In udienza lo stesso Montruccoli si era reso disponibile per il braccialetto elettronico.
Sempre il Riesame ha applicato una misura restrittiva alla 43enne Raso, ex fidanzata di Matteo, difesa dal legale Fabrizio Fornaciari. La donna non è più libera, ma ha l’obbligo di firma. Per i due ex fidanzati il pm Maria Rita Pantani – che coordina le indagini – aveva chiesto la carcerazione anche davanti al Riesame. Ora i difensori hanno dieci giorni di tempo per impugnare queste decisioni in Cassazione e se lo faranno questi provvedimenti rimarranno “congelati”, sino alla decisione della Suprema Corte.
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