Fiere, offerte anche dall’estero per l’area
Disdetto il contratto di affitto del ramo d’azienda. L’attività si ferma a fine 2015. Poi partirà la vendita al miglior offerente
REGGIO EMILIA. Da luogo di scambio a oggetto di vendita. E’ questo il destino che spetterà nel volgere di un anno alle Fiere di Reggio Emilia, che stanno attirando l’interesse anche di alcuni investitori esteri. Non si tratterebbe, però, di società che organizzano eventi, bensì di imprenditori e gruppi industriali interessati al patrimonio immobiliare e, soprattutto, alla posizione dei terreni di viale Filangieri. I dettagli non sono noti, ma i contatti di questi mesi confermano che ci sono più operatori alla finestra.
Uno scenario in divenire che spunta a due giorni dall’arrivo degli oltre 30mila visitatori che affolleranno i capannoni della Fiere per visitare il Camer, mostra scambio che vedrà partecipare 1.600 espositori. Con ogni probabilità sarà il canto del cigno a Reggio da parte dell’evento, che dovrà trovarsi una nuova sede a partire dal 2016. Una conseguenza della disdetta del contratto di affitto da parte di Fieremilia, società che doveva salvare l’attività fieristica, mollata sul più bello dalla Provincia (principale socio) e dal Comune di Reggio, che hanno abbandonato il piano di rilancio firmato da Sonia Masini, diventato ora lettera morta.
Noi non abbiamo fatto altro se non mettere agli atti la disdetta inviataci in questi giorni da Fieremilia» conferma Paolo Lusenti, presidente di Reggio Emilia Fiere, società originaria schiacciata dai debiti, che ha in pancia il ramo fieristico e, soprattutto, il compendio immobiliare ora al centro del concordato liquidatorio avviato per poter restituire i debiti milionari a decine di creditori.
Il testimone della procedura torna quindi al commissario giudiziale Tiziana Volta, che dovrà vendere i terreni di viale Filangieri. Un’area ghiotta, quella a maggiore potenziale di crescita e interesse data la prossimità all’autostrada e alla stazione mediopadana dell’alta velocità ferroviaria.
Con la disdetta del contratto, anche Fieremilia smetterà quindi di operare e i capannoni verranno chiusi a doppia mandata fino a quando non subentrerà un nuovo proprietario. «E’ presto per parlare di compratori - sottolinea Lusenti - prima di arrivare a un bando bisognerà attendere l’inizio del 2016 per rispettare i tempi della procedura, che non spettano a noi ma vengono stabiliti dal tribunale».
Dopo il naufragio del piano di rilancio orchestrato dalla politica locale, il focus torna sulla dismissione di tutto il patrimonio, che andrà al miglior offerente. I vincoli dipendono tutti dal piano regolatore, ma la strada sembra ormai tracciata.
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