Via Settembrini sott’acqua, allagati i garage
Disperati gli inquilini dei tre condomini di via Velmore Davoli: «È un disastro, è tutto da buttare»
REGGIO EMILIA. Decine di persone in strada, con gli stivali di gomma ai piedi. Due squadre dei vigili del fuoco, polizia, carabinieri, tecnici della bonifica. Tutti a guardare, attoniti, il livello dell’acqua che sale senza sosta. Di quell’acqua «altro che benedetta», per dirla con De André, «e che porta male, sale dalle scale, sale sale». Di quell’acqua che ha invaso le cantine e i garage di tre condomini di via Velmore Davoli, al Buco del Signore, distruggendo tutto ciò che ha trovato sulla sua strada. «Alle 19.15 c’erano sì e no 10 millimetri di acqua – racconta disperata Paola Salati – ma nel giro di due ore il livello è arrivato a tre metri. Abbiamo i garage completamente allagati: le auto, le moto, le lavatrici, le asciugatrici, i vestiti e tutto ciò che c’era dentro è da buttare. È un disastro. Meno male che le fognature stanno tirando, ma quando saranno piene anche quelle?». E questa domanda se la pongono in tanti, al Buco del Signore, visto che anche via Settembrini e via Marani sono sott’acqua.
«In dieci anni che sono qui non si era mai vista una cosa del genere – racconta arrabbiato Luca Pirrucci – Il vecchio “canale di Reggio” che costeggia il nostro condominio era sempre a secco e non utilizzato, come mai oggi ci è arrivata l’acqua? Secondo me la Bonifica ha fatto dei lavori nel Rio delle Acque Chiare e si è dimenticata aperta qualcosa. Ma adesso a noi chi li paga i danni? Qui è un macello».
«In realtà – spiegano i tecnici della Bonifica accorsi sul posto dopo la chiamata dei vigili del fuoco – la rete è in assetto invernale e non ci sono chiuse né sbarramenti. Normalmente l’acqua dovrebbe fluire nei canali ricettori (e cioé nel Rio delle Acque Chiare, nel Rodano, nel Tresinaro e nel Modolena) e da lì confluire nel Crostolo per poi arrivare al Po. Il problema è che a causa dell’eccezionalità delle piogge che sono cadute sul territorio collinare e pedecollinare, questi canali sono pieni e non riescono più a tirare. L’acqua allora esce e raggiunge anche tutti quei canali chiusi da anni e usati solo per irrigare i campi. Purtroppo – continuano i tecnici rivolgendosi alla gente riunita in un rumoroso capannello – c’è poco da fare: il problema è che la città in questi decenni si è allargata, ma i ricettori e la rete sono rimasti sempre gli stessi, e non è più sufficiente. Basti pensare che l’impianto del Rodanello di Bagnolo, costruito dopo la piena del 1976, è stato usato, da allora, solo 18 volte e ben due volte nell’ultimo anno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
