«Giovani, rimanete sul posto a combattere»
L’intervento di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, sulle infiltrazioni mafiose in Emilia
SCANDIANO. «Non scappate dall’Italia, non serve a niente, dovete riprendervi l’Italia». Ha concluso con un appello a rimanere nella propria terra e a “combattere” sul posto, Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il magistrato ucciso in via D’Amelio a Palermo quasi 23 anni fa, in un attentato organizzato dalla mafia. Mercoledì sera Borsellino era a Scandiano al Centro Giovani, per presentare il suo spettacolo “Fino all’ultimo giorno della mia vita” dedicato a mafia e legalità, organizzata dall’amministrazione all’interno della rassegna di iniziative per i 70 anni della Liberazione.
Ad ascoltarlo, parecchie decine di persone, fra cui il sindaco Alessio Mammi e l’assessore ai Saperi Alberto Pighini.
«E' difficile a volte distinguere cosa è Stato e cosa è Mafia, spesso le due cose si interscambiano», ha ricordato amaramente Borsellino.
Proprio per questo – ha aggiunto – «voi ragazzi siete la mia speranza. Gli ultimi mesi, con le inchieste sulle infiltrazioni mafiose a squassare l’Emilia, sono una cruda conferma della riflessione di Borsellino. (adr.ar.)
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