«I rimborsi? Leciti perché collegati ad attività leghiste»
REGGIO EMILIA. Sono state quattro ore all’attacco quelle di ieri mattina, in procura, da parte del 56enne Gianfranco Barigazzi (foto) ex responsabile amministrativo della Lega Nord Emilia),...
REGGIO EMILIA. Sono state quattro ore all’attacco quelle di ieri mattina, in procura, da parte del 56enne Gianfranco Barigazzi (foto) ex responsabile amministrativo della Lega Nord Emilia), interrogato nell’ambito dell’inchiesta per appropriazione indebita aggravata sui rimborsi-spese del Carroccio. Assistito dal legale Gianluca Vinci, è entrato su tutti fronti dell’inchiesta. Sulla mancanza dei contratti d’affitto relativi ai camion-vela ha spiegato che non erano necessari in quanto i mezzi di proprietà leghista (specificatamente della Federale di Milano). Che siano stati trovati solo scontrini e non fatture l’ha ricondotto al fatto che un partito non è un’azienda e non scarica l’Iva come accade per le persone fisiche. E che la documentazione trovata fosse solo in fotocopia, è spiegabile con l’organizzazione leghista che prevede la contabilità fiscale centralizzata sempre a Milano (e qui vi sarebbero gli originali dei documenti sui rimborsi). E le multe? E’ prassi leghista per chi ha cariche istituzionali o fa attività per il movimento. «Barigazzi ha dimostrato – dice a fine-interrogatorio l’avvocato Vinci – che non vi è stato ingiusto profitto, ogni rimborso era per attività politica di cui la Lega Nord era perfettamente a conoscenza».(t.s.)
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